Consiglio Permanente CEI, Zuppi: “Grandi sfide attendono l’Italia”

Il presidente della CEI introduce i lavori del Consiglio Permanente. Dalle sfide per l’Italia alla necessità di evangelizzare, dal Sinodo all’essere minoranza creativa

Il Cardinale Zuppi, presidente della CEI, parla al Consiglio Permanente, Roma, 23 gennaio 2023
Foto: CEI
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

È una Italia che affronta sfide importanti, di fronte ad un inverno demografico che non sembra avere fine e alle nuove povertà. Ma è anche una Italia che si trova in una situazione internazionale difficile, con la guerra in Ucraina che non va dimenticata e che è l’aggressione della Russia contro lo Stato sovrano. Il Cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, tratteggia in una introduzione di sette pagine, con molti riferimenti biblici, le sfide che si trova ad affrontare la Chiesa in Italia.

Saranno questi i temi principali del Consiglio Permanente, il “parlamentino” dei vescovi convocato da oggi fino al 25 gennaio. Ci si arriva con due lutti importanti, in maniera diversa: quello di Biagio Conte, l’apostolo dei poveri a Palermo, e quello di Benedetto XVI, di cui il Cardinale Zuppi riprende il concetto di essere “minoranza creativa”. Ma, aggiunge il Cardinale, “solo l’unità permette di essere creativa”.

Si deve essere uniti nel cammino sinodale, incoraggiando a non “avere timore di quello che oggi chiameremmo un cambio di paradigma”, andando oltre le varie difficoltà e superando la tentazione di “non avviare percorsi ma elaborare programmi, non discernere ma aspettare la soluzione, non la ricerca, ma la sicurezza”. E proprio l’essere catturati dalle occupazioni fa nascere “alcune discussioni, calcoli e polarizzazioni”.

L’invito è guardare oltre, quando ci si trova in “un orizzonte pieno di interrogativi”, a partire dalla “guerra in Ucraina, iniziata dall’invasione russa di uno Stato indipendente”, situazione che esprime “una crisi gravissima nelle relazioni internazionali, tanto da avere sullo sfondo persino la minaccia atomica. Non possiamo abituarci a convivere con la guerra in Ucraina”.

Per il Cardinale Zuppi, non si può “accettare l’indifferenza, evidente o raffinata, come se la guerra fosse una malattia ineluttabile”, perché “la guerra è terribile, contagia nel mondo globale, provoca tante sofferenze nel mondo intero, come vediamo con la crisi alimentare che fa pagare un prezzo a popolazioni inermi e lontane, causa un riarmo preoccupante e pericolose, insieme a ricadute belliche in altre parti del mondo come la Siria o il Caucaso”.

Bisogna educare alla pace, e questo si fa da minoranza creativa, perché – sottolinea il presidente della CEI – “anche se minoranza, la Chiesa non può cercare riparo nella chiusura, come se unica via sia estraniarsi dal mondo e la distanza garantisca la salvezza dell’identità”, anzi nella minoranza si esprime “una volontà autentica di vivere il Vangelo, capace di energie di bene, che si riversano sulla società intera che è sempre il suo orizzonte”, in quella che è “una società di minoranze”.

Capitolo Italia. Il Cardinale Zuppi ricorda che quest’anno è il 75esimo anniversario della Costituzione Italiana, ma anche il centenario dell’omicidio dell’arciprete di Argenta Giovanni Minzoni, una memoria che “incoraggia noi preti italiani, che talvolta ci interroghiamo sul tanto lavoro e ci sentiamo quasi abbattuti: i nostri predecessori hanno resistito al male e hanno creato il bene in situazioni tanto difficili”.

In particolare, il Cardinale definisce l’importanza di affrontare l’emergenza educativa, che porta anche ad affrontare temi come quello dell’ambiente, formando “ad una ecologia integrale, che guarda all’ambiente ma soprattutto alle persone che in questo ambiente vivono”.

Il presidente della CEI afferma anche che “l’ampia rete delle scuole cattoliche dovrebbe essere percepita come un’alleata e non come una avversaria della scuola pubblica, anche creando sinergie, collaborazioni e progettualità comuni per la crescita del sistema scolastico ed educativo”.

Ma il punto è interrogarsi su “una società non accogliente verso i giovani” (nel 2020, hanno lasciato l’Italia 160 mila giovani), ma anche non accoglienza per la vita che porta all’aborto.

Insomma, le sfide sono tante, e affrontarle – dice il Cardinale – sarà compito del nuovo governo. Tra queste, il presidente dei vescovi italiani indica la povertà, aumentata “in modo considerevole a partire dalla crisi del 2008”, da affrontare sia in sede di governo, ma anche attraverso la vicinanza “delle nostre Chiese alle famiglie, alle imprese e al mondo del lavoro”, perché “un lavoratore su otto ha un ingaggio precario, mal pagato, che non consente un tenore di vita adeguato alla dignità della persona e alla costruzione di un progetto di vita personale e familiare”.

Quindi, la crisi demografica, perché “la natalità è la proiezione di una società verso il futuro. Possiamo domandarci se sia un sintomo o una causa, ma in ogni caso la risposta che la comunità intera deve dare è invertire la rotta”.

Ma c’è anche “soddisfazione” per “la volontà del Governo di riprendere le fila della legge delega per le politiche in favore delle persone anziane, cioè 14 milioni di cittadini, tesa a un riequilibrio fra spesa ospedaliera e servizi sul territorio, in una efficace integrazione sociale, sanitaria e assistenziale, un ‘continuum assistenziale’ che inizia da servizi di rete e inclusione sociale e digitale, da una ‘assistenza domiciliare continuativa e veramente integrata’, da cure palliative, da centri diurni e, infine, da una residenzialità capace di cure di transizione da ospedale verso casa e capace di una presenza nei piccoli Comuni, incluse ovviamente le importanti aree interne che non devono essere dimenticate”.

I vescovi si dicono a favore anche del “piano di potenziamento delle cure palliative al fine di raggiungere, entro il 2028, il 90% della relativa popolazione, così come l’innalzamento delle pensioni minime, la revisione dei limiti per l’accesso alla pensione di donne e uomini, il mantenimento di meccanismi di flessibilità che promuovono la libertà di scelta del lavoratore, migliorando la sostenibilità del sistema”.

Altre sfide sono quelle della conciliazione casa – lavoro e la sicurezza abitativa, perché “le nuove generazioni non devono essere vincolate ad adattarsi al mondo di oggi, a quello che il presente offre, ma incoraggiate a mantenere alta l’ambizione di cambiare la realtà per costruire un futuro più in sintonia con propri desideri e potenzialità”.

Sulle migrazioni, il Cardinale sottolinea che è importante educare all’accoglienza, ricordando che “è importante come accogliamo: non facciamo vivere umiliazione, tempi lunghi di attesa, viaggi infiniti, anticamere senza senso, marginalizzazione”.

Sono problemi che devono essere affrontati “insieme all’Europa”, considerando che in Italia ci sono circa 500 mila persone non regolari.

Il Cardinale Zuppi affronta anche il tema della resistenza al Vangelo, non negando situazioni come la pedofilia che “contrastano chiaramene con il Vangelo”.

Conclude il Cardinale: “L’annuncio del kerygma, di Gesù morto e risorto, continua a passare dalla testimonianza personale, da uno stile di vita coerente con il Vangelo. Si può anche non essere accettati, ma almeno si diventa un punto interrogativo e un indice rivolto verso l’alto”.

Ti potrebbe interessare