Crisi del latte, i Vescovi della Sardegna vicini ai pastori

Monsignor Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari
Foto: ACI Stampa
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I Vescovi della Sardegna scendono in campo al fianco dei pastori dell'isola che protestano da giorni contro la politica del prezzo del latte, ritenuta sconveniente per i produttori. Da giorni in Sardegna si susseguono proteste e manifestazioni e decine di litri di latte vengono gettati via per le strade come segno di protesta.

"Siamo ben consapevoli - scrive la Conferenza Episcopale Sarda in una nota - che si tratta di un problema che negli anni ha assunto contorni sempre più insostenibili per un comparto fondamentale e strategico della nostra economia e, ancor prima, per la dignità e la sopravvivenza dei pastori e delle loro famiglie. Piange il cuore vedere le nostre strade invase da quel fiume bianco, che dovrebbe essere, invece, veicolo di benessere e di serenità per chi lo produce. È vero che la sopportazione è arrivata al limite e il senso dell’ingiustizia subita non può tollerare ulteriore indifferenza da parte di chi è tenuto ad assicurare il giusto riconoscimento a un lavoro tanto duro e spesso ingrato; eppure si tratta pur sempre di un ben di Dio che non deve andare sprecato".

Dopo aver espresso affetto ai pastori, i Vescovi sardi dichiarano "convinta adesione alle ragioni che hanno determinato una protesta così estrema. Insieme vogliamo vigilare perché in questo momento delicato e di grande sofferenza non si infiltri una cultura di violenza che non appartiene alla nostra tradizione più genuina dove la protesta sa essere forte ma pur sempre civile. Apprezziamo, peraltro, il gesto di coloro che hanno trasformato il gesto di protesta, in atti di solidarietà verso le classi più povere delle nostre comunità. Segno di straordinaria sensibilità e nobiltà d’animo che ha sempre caratterizzato i nostri uomini di campagna".

Infine un appello affinchè si favorisca "la ripresa di una concertazione responsabile, ispirata a equità e giustizia, che superi ogni visione miope e di parte e riconosca la giusta dignità del lavoro nell’agropastorizia".

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