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Da Cerignola all'azione sociale della Chiesa:il canonico Antonio Palladino

Don Antonio Palladino |  | cerignolaviva.it Don Antonio Palladino | | cerignolaviva.it

Ricordare il canonico don Antonio Palladino (1881-1926) è aprire una delle più belle pagine del clero del sud Italia ed in modo particolare di Cerignola. Questo sacerdote, nato in una delle buone famiglie di tale località, sentì ben presto la chiamata al sacerdozio e così ad 11 anni entrò nel seminario di Ascoli Satriano, uscendone sacerdote nel 1905.

La vita del clero di quell'epoca si basava sull'ascetica e sulla pietà personale. La Chiesa, anche a causa dei tristi fatti che portarono alla presa di di Roma era rimasta fuori, volutamente, dalla  vita politica e culturale italiana. Ciò è stato premesso per meglio comprendere la figura di questo testimone di Cristo. 

C’è in lui qualcosa di particolare: i superiori si accorgono delle buone doti intellettive e  religiose di questo seminarista e così lo mandano a Roma per concludere gli studi, prima dell'ordinazione sacerdotale. Qui il Palladino ha modo di incontrare la crisi dello Stato liberale e l'avanzare, silenzioso e penetrante, dell'ideologia socialista. 

Siamo a ridosso della Rerum Novarum di Papa Leone XIII. Questo atto, di alto magistero pontificio, mette al centro della storia evangelica, l'azione sociale. Secondo il Pontefice è ora che la Chiesa militi con l'azione, oltre che con la preghiera, per la venuta del Regno dei cieli. Don Antonio  compreso questo, parte all'opera. Inviato nella parrocchia di San Domenico, uno dei quartieri più delicati della propria città, da qui irradia la sua opera anzi quella di Cristo, fondando associazioni; un giornale (La Fiaccola); una cassa rurale; una congregazione religiosa ispirata alla Regola domenicana (Le Domenicane del SS.mo Sacramento); un oratorio; una Chiesa dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, in un luogo dove da anni si attendeva la costruzione e tanto altro per l'edificazione morale e culturale del suo popolo. 

Difficoltà, incomprensioni, prove ne ha incontrate molte, ma il canonico Palladino ha risposto con la ferma tenacia e la costante fiducia nella Provvidenza di Dio, andando avanti sempre.

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Il 12 novembre 1922, per tale attività, viene nominato da Papa Pio XI, cameriere segreto sopranumerario di sua Santità. Ma ciò lo considererà, sempre, un servizio e mai un titolo.

Uomo di profonda preghiera e spirito contemplativo, legato alla spiritualità domenicana entrò nella fraternità del Terzo ordine domenicano.

Stroncato da una dolorosa malattia e rivestito dell'abito dei figli di San Domenico, il 15 maggio 1926 chiuse gli occhi alla sua terra e li aprì nella beata eternità del Paradiso.

Papa Benedetto XVI il 10 dicembre 2010 autorizza la promulgazione del decreto sulle eroicità delle sue virtù e proclamato Venerabile.