Da Taranto il Cardinale Bassetti rilancia l'impegno dei cattolici nella società

Conclusi ieri i lavori della 49/ma Settimana Sociale dei Cattolici Italiani

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Foto: Settimane Sociali
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A Taranto “si tocca con mano quanto sia difficile scegliere tra salute e lavoro. Questa splendida città, e la nostra società, soffrono però non solo di una crisi ambientale, ma anche di una crisi sociale: due crisi strettamente legate tra loro”. Lo ha detto il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, celebrando ieri la Messa conclusiva della 49/ma Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che si è svolta a Taranto.

Questa Settimana – ha spiegato il Cardinale – non è stata “un convegno, ma una piattaforma di partenza per dare speranza e avviare dei processi. In questi giorni, abbiamo compreso ancor di più la complessità dei problemi, ma anche segnalato quei modelli praticabili, quelle buone pratiche, che producono soluzioni: abbiamo capito che non si può scindere l’essere cristiani dal rispetto per il Creato; non si può pensare di seguire il Vangelo, se non custodendo la nostra terra; non si può far finta che l’economia vada per conto proprio, mentre la vita di fede è un’altra cosa”.

“Voglio dire con forza – ha detto ancora il Presidente della CEI - che l’apporto dei cattolici per affrontare le crisi di cui si è detto, è fondamentale. Siamo sempre più convinti che le parole e i valori del Vangelo sono in grado non solo di dare una risposta alle domande di senso degli uomini, ma possono anche ispirare l’economia e la politica”.

E rivolgendosi ai giovani il Cardinale Bassetti li ha spronati a sognare e costruire “con l’aiuto di Dio, una Chiesa gioiosa, perché umile e disinteressata; una Chiesa a contatto con gli uomini e le loro storie; una Chiesa che si rigenera nell’ottica della carità”.

Nel comunicato finale diffuso al termine dei lavori si conferma che “da Taranto riparte un impegno fattivo per coniugare ambiente, lavoro, sviluppo, a cominciare dalle buone pratiche già esistenti sui territori e con la volontà di camminare insieme, nella consapevolezza  che  il cambiamento non avviene solo dall’alto, ma è fondamentale il concorso della nostra conversione negli stili di vita come singoli cittadini e come comunità”.

Si deve puntare pertanto a “costruire comunità energetiche, diventare una società carbon free e votare col portafoglio per premiare le aziende capaci di intrecciare valore economico, dignità del lavoro e sostenibilità ambientale, promuovere e utilizzare prodotti caporalato free e creare alleanze intergenerazionali e con la società civile”.

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