Dalla Santa Sede, 550 mila dollari per il Sahel

I lavori della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel
Foto: You Tube
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Si quantificano in 550 mila dollari i fondi stanziati nel 2016 dalla Santa Sede per il Sahel, attraverso la Fondazione Intitolata a Giovanni Paolo II che fu istituita dal Papa polacco nel 1984. Nel 2015, furono stanziati circa un milione di dollari. Le cifre sono state rese note in un comunicato della Sala Stampa vaticana, che annuncia che dal 21 al 25 febbraio si terrà a Dakar, in Senegal, la riunione annuale del CdA della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel.

La Fondazione fu istituita il 22 febbraio 1984, nel corso dell’Anno Santo Straordinario per la Redenzione, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni di Burkina Faso, Niger, Mali, Guinea Bissau, Capo Verde, Mauritania, Senegal, Gambia e Ciad. I progetti, in generale, hanno riguardato soprattutto strutture di accesso all’acqua, ripristino di terreni coltivabili, possibilità di istruzione e di formazione, specialmente di personale tecnico specializzato. Si tratta comunque di una coperta sempre troppo corta, perché le richieste di finanziamenti per i progetti superano, e di molto, le entrate.

Si parlerà anche di questo nella riunione annuale del board, cui partecipa Monsignor Giampietro Dal Toso come osservatore della Santa Sede. L’organismo era infatti fin dalla sua nascita legato al Pontificio Consiglio Cor Unum, di cui monsignor Dal Toso era segretario. Ma continua ad occuparsene come segretario delegato del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che ha assorbito il dicastero della carità. Alla riunione partecipa anche l’arcivescovo Michael Banach, nunzio apostolico.

La riunione servirà ad analizzare i progetti in attesa di finanziamento. Nel 2016, sono stati ad ora finanziati 43 progetti in 6 Paesi, per uno stanziamento totale di circa 550 mila dollari. Dal 1984 al 2015, la Fondazione ha finanziato 3200 progetti e stanziato 37 milioni di dollari. I progetti sono attuati con la collaborazione, in particolare, della Conferenza Episcopale Italiana, della Conferenza Episcopale Tedesca per la Chiesa locale.

I membri del CdA sono: S.E. Mons. Sanou Lucas Kalfa, Vescovo di Banfora (Burkina Faso), Presidente; S.E. Mons. Mamba Paul Abel, Vescovo di Ziguinchor (Senegal), Vicepresidente; S.E. Mons. Happe Martin Albert, M.Afr., Vescovo di Nouakchott (Mauritania), Tesoriere; S.E. Mons. Ouédraogo Ambroise, Vescovo di Maradi (Niger); S.E. Mons. Ildo Fortes, Vescovo di Mindelo (Capo Verde); S.E. Mons. Djitangar Edmond, Arcivescovo di N’Djamena (Ciad); S.E. Mons. Ellison Robert Patrick, C.S.Sp.,Vescovo di Banjul (Gambia); S.E. Mons. Pedro Carlos Zilli, P.I.M.E.,Vescovo di Bafatá (Guinea Bissau); S.E. Mons. Traoré Augustin, Vescovo di Segou (Mali).

Le attività della fondazione hanno anche favorito il dialogo interreligioso, dato che la maggioranza dei beneficiari è di origine musulmana. Spiega il comunicato della Sala Stampa Vaticana che “gli ultimi dati dello Human Development Index, che misura l’indice di sviluppo umano per ciascun Paese, evidenziano come, tra gli ultimi 20 della graduatoria, 19 appartengono all’Africa e, di questi, 7 si trovano nella zona del Sahel. Ad aggravare la situazione sono, oggi specialmente, le frequenti crisi alimentari, l’esaurimento delle risorse naturali, soprattutto idriche, e la violenza perpetrata sulla popolazione dell’area, che vede la presenza di gruppi estremisti”.

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