Dalle diocesi, anche in tempo di Coronavirus le feste per i Patroni

Anche al tempo del Covid 19 le diocesi italiane in festa per i loro Patroni

Venezia in festa
Foto: Patriarcato di Venezia
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Anche al tempo del Covid 19 le diocesi italiane in festa per i loro Patroni. Tante infatti, con tutte le limitazioni dovute all’epidemia, non hanno rinunciato a pregare e chiedere la loro intercessione.

Ma partiamo, in questo articolo, dall’impegno della Chiesa italiana a favore dei viaggiatori. Ieri mattina è stata firmata la Convenzione fra la Conferenza Episcopale Italiana e le Ferrovie dello Stato Italiane che garantisce la presenza dei cappellani per l’assistenza pastorale del personale ferroviario, delle loro famiglie e dei fedeli che frequentano le chiese nelle stazioni. Il documento - firmato dal presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti e Gianfranco Battisti, amministratore
delegato e direttore generale del Gruppo FS Italiane - evidenzia l’importanza del servizio religioso, morale e formativo svolto dai cappellani e dai loro collaboratori, chiamati a farsi prossimi a quanti lavorano nel comparto ferroviario e a quanti viaggiano attraverso la presenza nelle chiese delle stazioni, ma anche con ritiri spirituali, pellegrinaggi, cerimonie, incontri di formazione e di confronto su questioni organizzative, metodologiche e pastorali. Attualmente sono 36 i luoghi
destinati al culto ubicati nelle stazioni italiane, dal Nord al Sud Italia.

Giovedì festa nella diocesi di Piacenza-Bobbio  con l’annuncio del nuovo vescovo, Adriano Cevelotto che nella sua prima lettera ai fedeli ricorda il difficile momento che hanno vissuto con quasi mille morti di cui sei tra i sacerdoti. “Una comunità in lutto” ma nello stesso tempo “segnata e rafforzata dalla testimonianza di carità e di dedizione di tante persone. Il mio saluto va innanzitutto – ha scritto il neo vescovo - a chi è stato attraversato nella propria carne e nei propri affetti dalla sofferenza e dal dolore”. Cevellotto rivolge, quindi, un pensiero al suo predecessore, Gianni Ambrosio, al presbiterio, ai diaconi permanenti, ai missionari, ai seminaristi e ai giovani. Mons. Ambrosio, che ha annunciato di rimanere a Piacenza, proprio giovedì ha firmato un protocollo per un fondo sociale per rispondere alle situazioni di difficoltà in diocesi, come suo
ultimo atto e ha rivolto “non senza commozione” un particolare pensiero “all’amata Chiesa di Piacenza-Bobbio, ai cari piacentini e alle care piacentine, ai sacerdoti e diaconi, a tutte le autorità civili e militari con cui ho avuto il piacere di collaborare”. “Se qualcosa ho dato – ha aggiunto –
moltissimo ho ricevuto. Grazie di cuore!”.

E tornando alle diocesi in festa domani Venezia per la festa del Redentore con il ponte votivo e il discorso del patriarca alla città con un programma della festa che subisce variazioni. L’apertura e l’inaugurazione ufficiale del ponte votivo che, attraverso il canale della Giudecca, conduce direttamente al tempio del Ss. Redentore giovedì alla presenza del patriarca Francesco Moraglia, del sindaco Luigi Brugnaro e delle autorità cittadine. Nella stessa serata al Redentore il pellegrinaggio (semplice, con piccoli gruppi distanziati o anche singolarmente) proposto ai giovani da Azione cattolica e Pastorale giovanile diocesana. Domani - sempre nella basilica del Redentore e con inizio alle ore 19 - si terrà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal patriarca alla
presenza delle autorità cittadine; al termine della celebrazione la benedizione eucaristica alla città dall’esterno del tempio.

E sempre domani il vescovo di Prato, Giovanni Nerbini, torna a Boccadirio e celebrerà messa al Santuario della Beata Vergine delle Grazie nell’ambito delle celebrazioni organizzate dai padri Dehoniani che reggono il santuario da oltre settant’anni, in occasione del 540esimo anniversario
dell’apparizione di Maria ai due pastorelli Donato e Cornelia, avvenuta il 16 luglio 1480. Per l’occasione l’Azione Cattolica diocesana promuove il tradizionale pellegrinaggio verso Boccadirio, per ricordare il forte legame della Diocesi pratese e il santuario mariano. Ogni anno, infatti, nel
mese di maggio si tiene il tradizionale pellegrinaggio diocesano da Prato alla volta di Boccadirio. A causa dell’emergenza coronavirus quest’anno l’iniziativa non si è potuta tenere, così l’Azione Cattolica ha deciso di recuperarla in occasione proprio dell’anniversario dell’apparizione mariana.

Nella diocesi di Catanzaro-Squillace festa del Patrono della città di Catanzaro, San Vitaliano nella Basilica dell’Immacolata, nel rispetto delle misure anti-Covid. Nell’omelia l’arcivescovo, Vincenzo
Bertolone, il presule ha ricordato la figura del patrono e ha detto che la città “sta uscendo con difficoltà dall’emergenza Coronavirus” e ha chiesto “un grande progetto di sviluppo della città, la riscoperta di un’identità perduta, un grande processo di aggregazione delle migliori risorse della città per costruire un progetto di rinascita su obiettivi strategici di rigenerazione urbana”. 

La prossima settima festa anche nella diocesi di Monreale con l’apertura, da parte dell’arcivescovo Michele Pennisi a Corleone, dalla fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione di sr. Maria Cira Destro. L’apertura era prevista nei mesi scorsi d è stata rinviata a causa della pandemia.

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