Dalle diocesi, comunità in festa per i nuovi beati e servi di Dio

Il cardinale Sepe ancora positivo non potrà celebrare la messa di saluto alla diocesi

La cupola della Cappella di San Gennaro nel Duomo di Napoli
Foto: pd
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Le comunità diocesane di Bari e Rossano-Cariati sono in queste ore in preghiera a 48 ore dall’inizio del ministero episcopale nella città di San Nicola del nuovo arcivescovo Giuseppe Satriano, proveniente dalla diocesi calabrese. Lunedì pomeriggio, infatti, farà ingresso nella diocesi di Bari il nuovo pastore.

 

“In queste settimane ci siamo ritrovati insieme come Comunità ecclesiale per accompagnare con la preghiera il nostro arcivescovo, mentre si prepara ad iniziare il suo servizio pastorale nell’arcidiocesi di Bari-Bitonto”, spiega  la diocesi calabrese: “attraverso il canto, le invocazioni, l’ascolto della Parola, l’adorazione eucaristica, il silenzio, ringrazieremo il Signore per il dono che ha fatto alla nostra diocesi nella persona di mons. Giuseppe Satriano. I sei anni vissuti insieme sono stati un tempo di grazia, che ci ha fatto gustare la bellezza di essere Chiesa in cammino, al passo con i tempi, che desidera essere un grembo che genera alla fede. Annunciando la gioia che deriva dall’incontro con il Signore Risorto ci siamo posti accanto all’uomo con un atteggiamento umile e ospitale, testimoniato nella cura e nell’accompagnamento”. Satriano guiderà anche la diocesi di Rossano-Cariati come amministratore apostolico.

Il prossimo 2 febbraio ingresso anche per il nuovo arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia. Domani era prevista a Napoli la celebrazione eucaristica di saluto del card. Crescenzio Sepe, che ha guidato la diocesi partenopea dal 2006. La celebrazione, però, è stata rinviata perché il porporato risulta  ancora positivo al Covid-19. Sempre in Campania, questa settimana, l’ingresso a Caserta del nuovo vescovo, Pietro Lagnese nominato da papa Francesco dopo la scomparsa, lo scorso 4 ottobre, del vescovo Giovanni D’Alise a causa del Covid. Lagnese guidava la diocesi di Ischia, di cui continuerà ad essere amministratore apostolico. “Quando mi è stato chiesto di fare l’ingresso in questo giorno un po’, nel mio cuore ho sorriso. San Sebastiano mi ha sempre impressionato e attratto molto stando sull’Isola, tante volte, mi sono rivisto in quell’immagine e ho pensato che il ministero del vescovo è un po’ così, come il martirio di san Sebastiano. Le persecuzioni, d’altronde, fanno parte della vita di ogni cristiano”, ha detto il neo vescovo di Caserta che nella giornata del suo ingresso ha avuto molti incontri a partire dai malati nell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano, ai senza fissa dimora ospitati dalla diocesi, alle istituzioni.

Altre diocesi in festa questa settimana dopo l’autorizzazione di Papa Francesco alla promulgazione di alcuni decreti della Congregazione per la Causa dei Santi. Tra queste il Decreto che riconosce il martirio di don Giovanni Fornasini che sarà presto dichiarato beato. La diocesi bolognese “esulta di grande gioia” a questa notizia e invita “tutti ad unirsi nel ringraziamento al Signore che attraverso la Chiesa pone sul candelabro una luce eroica ed esemplare di amore verso i fratelli fino al dono della vita”. La diocesi ricorda anche che don Fornasini “parroco di Sperticano in Comune di Marzabotto (BO) il 13 ottobre 1944, fu brutalmente ucciso a 29 anni a S. Martino di Caprara, nel contesto delle stragi da poco perpetrate sulle pendici di Monte Sole, dove insieme alla popolazione furono vittime anche i suoi confratelli: don Ubaldo Marchioni e don Ferdinando Casagrande; alla Botte di Salvaro erano stati fucilati pure insieme a molti rastrellati il salesiano don Elia Comini e il dehoniano padre Martino Capelli”.

“Ringrazio Papa Francesco - afferma l’arcivescovo di Bologna, il card. Matteo Zuppi – per questo nuovo dono alla Chiesa di Bologna e ringrazio quanti hanno lavorato in questi anni per mettere in luce la storia esemplare dei martiri di Monte Sole. La sua e la loro memoria ci aiuterà a testimoniare nella prova la forza dell’amore di Dio e la vicinanza alla gente”.

Di “gioia” parla anche la diocesi di Pescara-Penne, dopo la dichiarazione delle virtù eroiche di Pasquale Canzii: “un altro giovane della nostra terra viene riconosciuto dalla Chiesa come modello significativo, come un punto di riferimento di una fede vissuta nella normalità – spiega l’arcivescovo Tommaso Valentinetti evidenziando che Pasquale Canzii “detto Pasqualino, ha assecondato l’azione dello Spirito e ha incarnato la sua esperienza di Dio nelle piccole cose, vivendo una santità senza fragore, nel quotidiano, nell’impegno ordinario”. La promulgazione del Decreto è, “sicuramente, un passo importante per la venerabilità del Servo di Dio”, originario di Bisenti (Te), sponda teramana della Chiesa locale, formatosi nel Seminario diocesano di Penne (PE) dove iniziò il suo percorso di formazione a dodici anni, il 14 ottobre del 1926, vestendo l’abito talare.

“Giorno dopo giorno, in un periodo storico denso di speranze e di incertezze – aggiunge Valentinetti che domani raggiungerà la parrocchia di Bisenti per la celebrazione delle 11 – si rese testimone tra i compagni di corso per il suo impegno nello studio e, soprattutto, per l’innato spirito di carità e devozione. Tutti potevano vedere nel suo sguardo lo specchio dell’animo limpido: nulla di vistoso, ma cura e attenzione nel fare le cose ordinarie, con amore fedele a Dio, alla Chiesa e al prossimo, anche quando la malattia prese il sopravvento nella sua vita”. Morì a 15 anni, il 24 gennaio del 1930 per tubercolosi “chiedendo alla mamma – conclude l’arcivescovo – di offrire insieme a lui la propria vita e il suo amore materno”. E ad un mese dall’annuncio della beatificazione di Rosario Livatino per la diocesi di Agrigento il decreto di venerabilità riguardante le virtù eroiche di Michele Arcangelo Maria Antonio Vinti, Sacerdote diocesano; nato il 18 gennaio 1893 a Grotte  e ivi morto il 17 agosto 1943. L’arcivescovo di Agrigento, il card. Francesco Montenegro, unitamente all’arcivescovo coadiutore, Alessandro Damiano e alla comunità ecclesiale di Grotte,  hanno accolto la notizia con “gioia” ed esprimono il ringraziamento della Chiesa agrigentina al Papa invitando la comunità ecclesiale diocesana a “pregare, perché il Signore voglia presto glorificare Padre Vinti,  come sprone del cammino di santità del Popolo di Dio”.

 

 

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