Dalle diocesi: gli orientali di Lungro, i missionari in Etiopia e #APROVADISOCIAL

Una liturgia a Lungro
Foto: Eparchia di Lungro
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La prossima settimana, da giovedì a domenica, la piccola diocesi di rito greco cattolico di Lungro, in Calabria, ospiterà l’incontro dei vescovi orientali cattolici d’Europa.

Nei fedeli, oltre 30mila distribuiti in 27 parrocchie, molta attesa per questo evento che vedrà la partecipazione, fra gli altri, dei cardinali Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali  e Angelo Bagnasco, presidente della Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa oltre ai vescovi della regione e a una cinquantina di rappresentanti delle diverse chiese orientali.

L’incontro si aprirà nella cattedrale di Lungro dedicata a San Nicola di Mira, nel pomeriggio di giovedì alla presenza anche di mons. Emil Paul Tscherrig, nunzio apostolico in Italia. Rimanendo in Calabria la riflessione  del vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, sulla sorte dei piccoli comuni. “A chi affidare le sorti dei nostri piccoli comuni, comuni impoveriti, sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso, in stato di dissesto finanziario, commissariati?”, si chiede in un articolo per il giornale diocesano “Pandocheion-Casa che accoglie”. Nell’articolo dal titolo “Quel pericoloso vuoto di democrazia”, il presule scrive, tra l’altro: “Il governo della propria città è troppo importante per essere affidato a mani egoiste e prepotenti, ai signori del malaffare e della disonestà, a quanti vanno a braccetto con il compromesso, la corruzione e la criminalità”.

Dal sud a nord con la diocesi di Padova che apre una nuova missione in Etiopia. “È la missione che fa la Chiesa” è il titolo del docu-film realizzato dall’Ufficio diocesano di Pastorale della Missione della diocesi patavina per raccontare e documentare quasi 70 anni di missione ad gentes della Chiesa locale e che sarà presentato domani alla Festa della Missione diocesana. Attualmente la Chiesa di Padova vede 17 missionari fidei donum (14 preti e 3 laici) nelle missioni diocesane in Brasile, Kenya, Ecuador e Thailandia e  si appresta a inviare altri tre fidei donum (due preti e una laica) in una nuova terra di missione, nella Prefettura di Robe in Etiopia, una terra di prima evangelizzazione dove da due anni opera anche come missionario il vescovo emerito di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, e la presenza cattolica è intorno allo 0,03%.

I missionari avranno come destinazione Kokossa, capoluogo della provincia di West Arsi su un altopiano a 2670 metri sul livello del mare. “Ho vissuto questa scelta – commenta il vescovo mons. Claudio Cipolla – come obbedienza a una chiamata rivolta alla nostra diocesi: la chiamata si è manifestata lungo una storia che è iniziata ancora con il vescovo Antonio, ben prima della mia venuta. È stata accolta con un cammino di condivisione, di verifica e di decisione condiviso con il presbiterio e culminato in un parere pressoché unanime che mi  è stato dato nel Consiglio presbiterale dell’11 maggio 2017. Penso che le chiamate del Signore abbiano le caratteristiche della nostra storia umana, delle persone concrete che incontriamo, dei bisogni e delle necessità che si manifestano in questi precisi momenti”.

In tempi di carenza di vocazioni presbiterali – ne è testimonianza l’ordinazione nei giorni scorsi di un unico prete diocesano di Padova – dedicare due preti alla missione ad gentes è il segno “che la missione fa parte della nostra vita. I due preti che andranno in Etiopia, spiega mons. Cipolla, si aggiungono agli altri due che in questi mesi sono partiti uno per l’Ecuador e l’altro per lo Stato di Roraima in Amazzonia. Abbiamo anche la gioia di avere
vocazioni missionarie e riconoscere i carismi che il Signore dona alla sua Chiesa è molto importante. La presenza poi di una giovane donna ci dice anche che la vita è importante e che va dedicata per grandi missioni e grandi ideali. I giovani ancora ne sono capaci e vanno incoraggiati”.

Con la chiusura delle scuole molte diocesi, per essere vicini alle famiglie, aprono gli oratori parrocchiali all’accoglienza di bambini e ragazzi. Nella diocesi di Torino sono circa 200 gli oratori mobilitati con migliaia di educatori, animatori e volontari, giovani e adulti per settimane all’insegna della crescita e della condivisione con lo stile educativo dell’oratorio. Tutto al servizio delle famiglie che spesso non possono permettersi di pagare la quota di iscrizione ai centri estivi. “AllOpera” è il titolo scelto per il Grest 2018 nelle diocesi
della Lombardia mentre nella diocesi di Perugia-Città della Pieve, in estate, le realtà oratoriali impegnate nei “Gr.Est.” sono una quarantina, accogliendo più di 4.000 fanciulli e adolescenti, seguiti da un migliaio di giovani animatori.

La facilità di accesso alle nuove tecnologie ha imposto anche agli animatori e agli educatori di oratorio di ripensare le attività preposte per aiutare i ragazzi a crescere con maggiore consapevolezza di fronte al piccolo schermo mobile, limitando il tempo e scegliendo come fruirne. E’ nato così il progetto “#APROVADISOCIAL: quando l’animazione si fa educazione”, già condiviso dalla Fondazione Oratori Milanesi, che coinvolgerà gli animatori delle realtà oratoriali aderenti al Coordinamento Oratori Perugini.

E sempre a Torino giungono al culmine le celebrazioni dell'anniversario dei 150 anni dalla costruzione della Basilica di Maria Ausiliatrice.  Questa mattina alle 10,00 sarà mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto - Norcia, a presiedere la Solenne
Celebrazione. A Como la consegna dello “Strumento per la Consultazione” per il Sinodo diocesano. La presentazione del testo, con i suoi contenuti e le modalità di utilizzo, si è svolta durante un incontro, voluto dal vescovo,  mons. Oscar Cantoni e che ha visto come ospite l’arcivescovo della diocesi di Milano, mons. Mario Delpini.

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