Dalle diocesi, i vescovi italiani e l'impegno per contrastare la siccità

Dalla preghiera all'invito all'uso responsabile delle riserve idriche

L'Arcivescovo Delpini nei paesi lombardi della siccità
Foto: Chiesa di Milano
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Sempre di più, in queste ultime settimane, l’attenzione è verso le alte temperature e le immagini tv e le foto pubblicate sui giornali sono dedicate al tema della siccità. Fiumi quasi asciutti, terreni secchi, incendi che devastano intere zone.

Ogni anno il nostro Paese perde alte percentuali di acqua piovana con le conseguenze che tutti cominciamo a riscontare a partire dalla difficoltà di distribuire acqua ai cittadini. In queste ore tanti comuni si stanno preparando, purtroppo, a razionare questo bene prezioso per evitare ulteriori conseguenze ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con ricadute su vari settori. Tante le ordinanze emanate dalle amministrazioni di città piccole e grandi e che prevedono limitazioni dell’uso dell’acqua potabile o la chiusura, come a Milano, delle fontane collegate all’acquedotto, quelle ornamentali (senza pesci) mentre rimarranno funzionanti i “draghi verdi”, le storiche fontanelle che continueranno a dissetare turisti e cittadini. 

E tante anche le preghiere per far tornare la pioggia e fermare l'emergenza siccità. Nella diocesi di Ferrara-Comacchio, l’arcivescovo, Gian Carlo Perego, in unione con la comunità diocesana, visto il perdurare della situazione di siccità che sta producendo ingenti danni e mettendo a rischio un'area di 750.000 abitanti  ha chiesto a tutti i sacerdoti della diocesi e alle loro comunità di recitare, al termine delle Messe di domani, domenica 3 luglio, una preghiera perché il Signore “ci doni l'acqua necessaria per la vita di tutti”. “Grazie a te, o Dio nostro Padre, che nell'acqua, tua creatura, ci hai aperto il grembo della vita; grazie a te, per l'onda che irriga, il lavacro che purifica, la bevanda che disseta, il fonte della nostra rinascita Cristo tuo Figlio. Fa' o Signore – si legge nel testo della preghiera che verrà recitata nelle parrocchie - che ogni uomo possa sempre godere di questo refrigerio e conservando limpida e casta l'opera della creazione, veda in essa il riverbero della tua bontà e un invito costante alla purezza del corpo e dell'anima. Donaci, o Dio, la pioggia di cui abbiamo tanto bisogno perché, aiutati dai beni che sostengono la vita presente, tendiamo con maggiore fiducia a quelli eterni”.

Mani giunte al cielo, la settimana scorsa, a Milano su iniziativa dell’arcivescovo Mario Delpini che ha invocato la pioggia in una chiesetta di campagna insieme ad agricoltori e allevatori.  L’arcivescovo di Milano “accogliendo la preoccupazione dei coltivatori della terra, degli allevatori e delle loro famiglie in queste settimane di siccità”, si è recato sabato scorso in tre chiese del territorio agricolo della diocesi a pregare il rosario “per il dono dell’acqua, per il saggio utilizzo di questo bene vitale, per quanti soffrono il dramma della mancanza di risorse idriche”. “Nel tempo della guerra, la preghiera. Nel tempo della pandemia, la preghiera. Nel tempo della siccità, la preghiera. Desidero – ha detto annunciando l’iniziativa il presule ambrosiano - percorrere le terre del riso e del grano, le terre dei fossi e dei campi per invocare la ‘Madonna della Bassa’ perché la provvidenza di Dio venga in aiuto alla nostra debolezza. La preghiera per la fecondità della terra e la pioggia che viene dal cielo richiede la fede semplice dei bambini che si fidano del Padre che sta nei cieli. Richiede la fede sapiente che raccoglie in ogni situazione l’occasione per accogliere la chiamata a conversione verso uno stile di vita che abiti la terra come chi coltiva il giardino piantato da Dio in Eden. Richiede la fede cristiana che, obbediente al comando di Gesù, prega: ‘Sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano’. Discepolo del Signore, desidero pregare e invitare a pregare per la pace, la pioggia, la salute. Perciò mi faccio pellegrino per pregare Maria”.
Anche a Rimini il vescovo, Francesco Lambiasi, ha invitato parroci, parrocchie e comunità religiose ad inserire nella preghiera dei fedeli delle Messe domenicali, da domenica scorsa, la specifica richiesta al Signore del dono della pioggia. “Per questa nostra terra riminese – si legge nel testo - da lunghi mesi assetata di acqua, e per tutta la nostra nazione italiana, perché scenda abbondante la pioggia a fecondare le campagne e le famiglie ottengano i frutti del loro lavoro, preghiamo”.

La stessa Preghiera dei fedeli può essere conclusa con l’Orazione per la pioggia del Messale Romano
“O Dio, in te viviamo, ci muoviamo ed esistiamo: donaci la pioggia di cui abbiamo bisogno
perché, aiutati dai beni che sostengono la vita presente, tendiamo con maggiore fiducia a quelli eterni”. A Rimini, nella cattedrale, si venera la Madonna dell’Acqua, la Vergine che si trova sul tabernacolo con Cristo morto sulle ginocchia custodita in una delle cappelle e invocata nei periodi di siccità o di piogge torrenziali. Una devozione antica che ha visto, fra gli altri, san Carlo Borromeo nel 1563 e papa Pio VII nel 1814 pregare davanti alla vergine. In questi giorni di siccità estrema, anche il Vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti ha più volte recitato e domandato a tante persone a pregare per ottenere il dono della pioggia con una preghiera composta da papa Paolo VI nel 1976. E sempre a Pavia presso gli oratori diocesani e non solo e durante lo svolgimento del Grest, sono vietati tutti i giochi e le attività che prevedono l’utilizzo e lo spreco dell’acqua. “Un gesto di rispetto per la nostra terra, se vogliamo anche per la nostra Casa Comune, ma anche per il mondo agricolo e per tutte quelle realtà lavorative che oggi si trovano in difficoltà. Per noi è facile, siamo abituati a pensare che qualche piccola rinuncia possa portare ad un bene più grande e più utile per tutti”, ha spiegato ad Avvenire don Davide Rustioni, responsabile del Servizio di Pastorale giovanile e degli Oratori della diocesi. Anche a Tortona, il vescovo Guido Marini, invita alla preghiera al Signore per il dono della pioggia attraverso questa intenzione per la Preghiera dei fedeli da utilizzare durante le Messe: “Perché il Signore, dal quale tutte le creature ricevono energia, esistenza e vita, doni alla nostra terra assetata il refrigerio della pioggia e noi, sicuri del suo pane, possiamo ricercare con fiducia i beni dello spirito, preghiamo”. 

La pratica della preghiera per il dono della pioggia non è una iniziativa recente ma ha radice molto antiche: nel Medioevo, per esempio, molti vescovi ricorsero a una processione o un pellegrinaggio “ad petendam pluviam” , ossia per invocare la pioggia. 

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