Dalle diocesi, le feste patronali e i programmi pastorali per l' autunno

Diaconato, giovani e catechesi al centro delle iniziative dei vescovi

Il duomo di Città della Pieve dedicati ai Santi Gervasio e Protasio
Foto: Diocesi di Perugia, Città della Pieve
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Ci si prepara, nelle diocesi italiane, ai programmi pastorali del prossimo anno.

I semi del tempo. La parola di Dio nel cuore degli uomini” è il titolo della lettera pastorale del vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla, che sarà presentata, in anteprima, ai sacerdoti e diaconi venerdì prossimo, venerdì 25 giugno al Santuario di Boca, così da consentire alle comunità di avviare la progettazione e la programmazione dei percorsi pastorali per il prossimo anno. Come lo scorso anno, fa sapere la diocesi, Brambilla incontrerà fedeli e operatori pastorali delle comunità, in alcune serate dedicate alla lettera, che saranno messe in programma nei diversi vicariati tra settembre e ottobre.

“Più che segni da leggere, abbiamo bisogno di semi da piantare”, scrive il vescovo: “quando si solleverà la coltre di ansia e di paura, di rassegnazione e di rabbia, saremo come il contadino che, sul finire dell’inverno, apre lo scrigno che contiene i semi gelosamente custoditi per la semina di primavera”. Il presule propone una meditazione sulla Parola e sulla sua forza irresistibile di trasformazione del cuore degli uomini. In un momento storico segnato dalla pandemia, più urgente della lettura dei “segni” dei tempi, diviene la capacità di piantare “semi” di futuro e di speranza. E questa “abbondante seminagione” cui sono chiamati fedeli e comunità è proprio quella del Vangelo.

Nella diocesi di Rimini una lettera del Consiglio presbiterale con le proposte pastorali per la valorizzazione del diaconato in diocesi Chi è il diacono? Quale apporto può offrire al rinnovamento missionario della Chiesa? Come si completano diacono e presbitero? Sono alcune domande a cui la lettera cerca di dare risposta invitando anche nei consigli pastorali e nelle aggregazioni laicali a far emergere figure di diaconi all’altezza di questo tempo.

Il diacono “in quanto segno sacramentale di Cristo Servo, ricorda a tutti noi che vivere il Vangelo è servire”, si legge nella lettera: per questo motivo, il diacono può esistere e svilupparsi “solo dentro a una Chiesa che metta al centro il Vangelo e viva in uscita missionaria nelle periferie esistenziali, in una relazione di complementarietà tra i vari ministeri ordinati e laicali”. I diaconi  - aggiunge la lettera – “non sono un ‘optional’ a seconda delle sensibilità e preferenze dei presbiteri ma sono complementari al loro ministero: mentre il presbitero ha il compito della ‘presidenza’ della comunità, il diacono manifesta il legame tra l’annuncio del Vangelo proclamato e la vita quotidiana della gente, con un’attenzione prioritaria ai più poveri, stimolando tutta la comunità a servire”.

E sempre nella diocesi riminese la Pastorale Giovanile vocazionale ha proposto un primo momento di festa per domenica 27 giugno dalle 18: prima tappa di un percorso verso la GMG diocesana di novembre.

Convegno pastorale nella diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. Ieri e oggi due giorni sulla seconda visita pastorale del vescovo, Domenico Sorrentino e del secondo anno del “triennio della carità”. L’assemblea, incentrata sul tema “Tessere relazioni”, si articola in un momento di incontro e di condivisione e in un laboratorio in cui verranno definite le linee programmatiche del prossimo anno pastorale; linee che a settembre, dopo opportuno discernimento, il vescovo Sorrentino offrirà all’intera diocesi.

E in Sicilia, a Mazara del Vallo, il percorso catechistico ridotto da 5 a 4 anni, da concludersi con la contestuale celebrazione di Comunione e cresima e niente più padrini per i sacramenti tra le novità contenute nelle nuove Linee guida del Piano pastorale del prossimo anno illustrate dal vescovo, Domenico Mogavero. “Un cammino sicuramente impegnativo, anche ma non solo, a motivo delle innovazioni non più rinviabili”. E sempre in Sicilia l’impegno del vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante, contro lo spopolamento dei piccoli comuni.

“Bisogna lavorare per fermare questo fenomeno pensando a nuove forme di comunità, nuovi modelli urbani e reti di servizi che sostengano le esigenze di giovani, famiglie e lavoratori", ha detto il presule che conferma l'attenzione del vescovo alle esigenze del territorio e la volontà di sostenere tutte quelle esperienze che sono segno di speranza per i giovani che vogliono rimanere nella propria terra, una possibilità di rinascita dei territori. 

E oggi festa dei patroni Gervasio e Protasio a Città della Pieve. La loro festa liturgica del 19 giugno coincide, dal 1944, con l’anniversario della liberazione della città dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. “La coincidenza di date – commenta don Simone Sorbaioli, arciprete della concattedrale e parroco di Città della Pieve – rende per i pievesi la giornata dedicata ai santi patroni, oltre che memoriale del sangue versato dai suoi caduti, anche segno di speranza e fiducia nel futuro dopo il periodo particolarmente difficile che abbiamo vissuto da un anno e mezzo a questa parte in ragione della pandemia che ci ha investito”. Oggi pomeriggio la messa presieduta dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. 

Ti potrebbe interessare