Dalle diocesi, il cammino verso il sinodo della Chiesa in Italia

Dopo Livatino arriva la beatificazione di Sandra Sabattini

Il Papa e i vescovi italiani
Foto: Vatican Media
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Saranno tutti a Roma i vescovi italiani, da lunedì prossimo, per la loro Assemblea Generale, la 74ma della storia.  L’assemblea sarà dedicata al cammino sinodale della Chiesa che vive in Italia. 

“Oltre alla vita pubblica e sociale, la pandemia ha stravolto le comunità cristiane, diocesane e parrocchiali, accentuando le differenze tra i territori e facendo emergere nuovi bisogni. Questo tempo, segnato da una certa stasi e dalla fatica diffusa, può diventare terreno fertile per stimolare, accompagnare e orientare la rigenerazione, rafforzando quanto di buono e di bello è già in atto, riaccendendo la passione pastorale, prendendo sul serio l’invito a rinnovare l’azione attraverso un costante discernimento comunitario”, sottolineavano i presuli al termine dell’ultimo Consiglio Permanente della Cei svolti a fine marzo: è il momento di “abbandonare quelle sovrastrutture che sanno di stantio e di ripetitivo, di recuperare il senso della verifica e il valore della progettualità che impongono scelte concrete, a volte di rottura o, comunque sia, non in linea con il ‘si è sempre fatto così’. Solo così ci si può aprire responsabilmente all’ascolto del cambiamento d’epoca e iniziare a camminare insieme”.

In quest’ottica, il cammino sinodale, sollecitato da Papa Francesco, “non si configura come un percorso precostituito, ma come un processo, scandito dal ritmo della comunione, da slanci e ripartenze”. Se la grande sfida – evidenziavano i vescovi - è la “conversione missionaria della pastorale e delle comunità”, ciò che serve è “un metodo sinodale che aiuti a mettere a fuoco il mutamento in corso, a intercettare le istanze delle diverse componenti del Popolo di Dio, a valorizzare le peculiarità pastorali delle Regioni ecclesiastiche e delle Diocesi, delle parrocchie e delle realtà ecclesiali tenendo in considerazione la storia, la ricchezza e i bisogni dei rispettivi contesti. Sarà importante, per questo, mettersi in ascolto attento delle persone e dei territori”. 

Una assemblea attesa quella dei vescovi italiani (lo scorso anno non si svolse a causa della pandemia) per l’elezione di due nuovi vice presidenti (area nord e area centro) e dei presidenti delle dodici Commissioni Episcopali. Saranno giorni di confronto all’hotel Ergife dove saranno riuniti fino al 27 maggio. 

Intanto in alcune diocesi – di altre ne abbiamo parlato nelle settimane scorse – ci si prepara a momenti di festa per l’elevazione di nuovi beati. Il 24 ottobre a Rimini sarà beatificata, giovane riminese, discepola di don Oreste Benzi. La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal card. Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. L’annuncio di Papa Francesco è arrivato con una lettera della Segreteria di Stato, firmata dall’arcivescovo Edgar Peña Parra, Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede. La celebrazione era originariamente prevista per domenica 14 giugno 2020, poi sospesa a causa della pandemia. La Sabattini sarà la prima fidanzata santa ammessa all’onore degli altari. Vi arriva – spiega la diocesi di Rimini - dopo una causa durata 13 anni. La fase diocesana del processo, avviata nel 2006, si è chiusa il 6 dicembre 2008. Il 2 ottobre 2019 Papa Francesco ha promulgato il decreto di beatificazione.

Nell’esprimere “gioia piena” per l’annuncio il vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi, evidenzia che “la figura di Sandra può essere segnalata come icona credibile e attraente della santità della porta accanto, compresa da Papa Francesco come ‘la santità di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio’”. Per una siffatta santità “non occorrono esperienze eccezionali di impegno ascetico o di contemplazione mistica. Alla nostra cara Sandra è bastata – sottolinea Lambiasi - la trama di una vita ordinaria, tessuta di fede viva, sostenuta da una preghiera intensa e diffusa. Una vita spesa nel lieto e fedele compimento del proprio dovere, punteggiata da piccoli gesti di un amore teso all’estremo, in una appassionata amicizia con Cristo ‘povero e servo’, in un servizio generoso e infaticabile a favore dei poveri”. Sempre ad ottobre, il 3, è prevista a Catanzaro la beatificazione di Nuccia Tolomeo. Ad annunciare la data, sul periodico diocesano “Comunità Nuova”  è stato l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone.

Gaetana Tolomeo, detta Nuccia, nata a Catanzaro il 10 aprile 1936 fu anche voce – scrive il giornale - su “Radio Maria”: interveniva spesso al programma “Il Fratello»”.  Dopo la sua morte, avvenuta il 24 gennaio 1997, la sua fama di santità è cresciuta tanto da condurre all’apertura della sua causa di beatificazione che si è aperta nel 2009. Il 6 aprile 2019 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto sulle virtù eroiche e, il 29 settembre 2020, il decreto relativo a un miracolo venuto per sua intercessione, aprendo la via alla sua beatificazione.

E a pochi giorni dalla beatificazione, ad Agrigento, del giudice Rosario Livatino, nella Cattedrale della città è stato allestito uno spazio per la preghiera personale e le visite alle reliquie neo beato. Qui sono state collocate il  reliquiario con la camicia intrisa di sangue, la tela in originale dell’immagine scoperta il giorno della beatificazione, la lettera, scritta di Papa Francesco in lingua latina e della relativa traduzione in italiano, con la quale il Papa ha iscritto Livatino tra i beati e una copia rilegata della “Positio super martirio” sull’esercizio eroico delle virtù cristiane.

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