Dalle diocesi, in tutta Italia si prega per la pace

Dalle veglie di preghiera alle celebrazioni del primo dell' anno

La messa per la pace nel duomo a Milano
Foto: archivio Chiesa di Milano
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“Ci rivolgiamo a tutti gli uomini di buona volontà per esortarli a celebrare La Giornata della Pace, in tutto il mondo, il primo giorno dell'anno civile, 1° gennaio 1968. Sarebbe Nostro desiderio che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa - all'inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo - che sia la Pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire”.

E stato papa Paolo VI a indire e a chiedere che sia celebrata in tutta la Chiesa una Giornata per la Pace all’inizio dell’anno: una giornata che “non intende qualificarsi come esclusivamente nostra, religiosa cioè cattolica; essa vorrebbe incontrare l'adesione di tutti i veri amici della pace, come fosse iniziativa loro propria, ed esprimersi in libere forme, congeniali all'indole particolare di quanti avvertono quanto bella e quanto importante sia la consonanza d'ogni voce nel mondo per l'esaltazione di questo bene primario, che è la pace, nel vario concerto della moderna umanità”. E mai, come quest’anno, con una sanguinosa guerra alle porte dell’Europa e circa 40 guerre in tutto il mondo, è forte questo desiderio raccolto dalle conferenze episcopali, da diocesi, movimenti nel mondo e in Italia.

Questa sera ad Altamura, in Puglia, l’annuale marcia della pace promossa dalla Cei “sui passi di don Tonino Bello”, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e già presidente di Pax Christi scomparso prematuramente, nel 1993, all’età di 58 anni. Promossa insieme alla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, Caritas Italiana, Azione Cattolica Italiana, Pax Christi Italia, Movimento dei Focolari con la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti  la marcia vuole “rilanciare l’impegno per la pace, ancora più urgente in un momento di confitto e di forti tensioni internazionali”. “Nella convinzione che la pace sia il bene supremo che tutti insieme vogliamo e dobbiamo costruire, l’iniziativa – sottolineano i promotori – vuole essere l’occasione per proporre una rinnovata cultura della pace nel contesto attuale e per fare nostro lo stile della condivisione che proviene da Altamura, città del pane”.

E per domani, 1 gennaio, 56a Giornata Mondiale della Pace, esprimendo il proprio sostegno al messaggio di papa Francesco “Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace”, la Comunità di Sant’Egidio invita ad una manifestazione per la pace in Piazza San Pietro per fare memoria di tutte le terre che nel Nord e nel Sud del mondo attendono la fine della guerra e del terrorismo, a partire dal conflitto in Ucraina, che ha “segnato l’anno che sta per finire”. Durante la manifestazione dal titolo “Pace in tutte le terre”, saranno esposti cartelli con i nomi di paesi e regioni del mondo dove sono ancora in corso conflitti e violenze diffuse, come in questo momento, oltre all’Ucraina, tante zone dell’Africa, dal Sahel fino al Nord del Mozambico. 

A Milano celebrazione domani in Duomo e il 7 gennaio veglia promossa dalle aggregazioni laicali a Seveso. In assenza dell’arcivescovo, Mario Delpini, impegnato in un viaggio missionario in Camerun, domani la celebrazione in Duomo sarà presieduta dal vicario generale, il vescovo Franco Agnesi. Il 7 gennaio il Coordinamento diocesano delle Aggregazioni Laicali invita tutti al santuario San Pietro Martire di Seveso per un momento di preghiera sul tema “Dona nobis pacem” a sostegno del popolo ucraino e di tutte le vittime delle guerre e dell’odio. E il 13 gennaio a Cinisello Balsamo, con l’arcivescovo Delpini, il via ai “Dialoghi di pace”, appuntamenti “in cui preghiera, riflessione e musica si fondono per (ri)leggere il consueto messaggio del Papa per la pace”, quest’anno intitolato “Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace”. Un programma che si concluderà il 2 luglio dopo una serie di incontri nelle varie zone pastorali della diocesi ambrosiasna.

Nella diocesi di Ravenna-Cervia marcia della pace dalla chiesa del patriarcato di Mosca a San Giovanni Battista dove si ritrova la comunità greco-cattolica ucraina. “Un tema, quello della pace, che mai come quest’anno appare concreto, a causa del conflitto che dallo scorso febbraio sta insanguinando l’Ucraina”, spiega la diocesi in una nota. La Marcia si svolgerà questo pomeriggio e prevede varie tappe con interventi delle autorità cittadine, dell’arcivescovo di Ravenna-Cervia, Lorenzo Ghizzoni, di onlus come Linea Rosa per poi terminare con quelli della comunità ucraina e russa. “Insieme per la pace” è il titolo dello striscione “che accompagnerà quanti vorranno unirsi a questa marcia per cercare tutti insieme di infondere un messaggio di speranza e di unione dei popoli”, spiega Luciano Di Buò, direttore dell’Ufficio di pastorale sociale della diocesi.

A Bolzano, domani, preghiera ecumenica e interreligiosa promosa dalla Consulta delle aggregazioni laicali della diocesi di Bolzano-Bressanone, dal  Katholisches Forum e dal Giardino delle religioni. Centrale nella riflessione è il messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale 2023. I promotori invitano i partecipanti a portare una lanterna che può essere accesa in duomo alla Luce di Betlemme. “Ciascuno – si legge in una nota della diocesi - può tornare a casa con questa luce di pace e con l’impegno personale per la pace”. Dopo la preghiera e l’accensione della lanterna in duomo una processione silenziosa lungo le vie del centro di Bolzano che terminerà nella chiesa di San Domenico. Veglia di preghiera con il vescovo Antonio Napolioni e testimonianza di padre Gigi  Maccalli a Cremona all’interno delle iniziative “Insieme sulla strada della pace” iniziato nelle scorse settimane con appuntamenti, incontri di approfondimento e occasioni di preghiera comunitaria.

La veglia è prevista per giovedì 5 gennaio e sarà presieduta da Napolioni con la testimonianza di padre Maccalli, missionario sequestrato per due anni in Niger. Nella diocesi di San Marino-Montefeltro due celebrazioni per la 56.ma Giornata mondiale della Pace: domani presso la Basilica del Santo a San Marino alle 12 e alle 17 presso la Cattedrale di Pennabilli. Nel corso delle celebrazioni il vescovo Andrea Turazzi consegnerà alle autorità di San Marino e del Montefeltro il Messaggio del Papa per la Giornata della Pace, spiega la diocesi in una nota evidenziando che dopo il Covid-19 che ha “destabilizzato gran parte del mondo facendolo piombare nel cuore di una notte buia, ora sperimentiamo la sciagura della guerra in Europa causata da scelte umane colpevoli”. E mentre “per il Covid-19 si è trovato un vaccino, per la guerra ancora non si sono trovate soluzioni efficaci”.

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