Dalle diocesi, la gioia per i nuovi vescovi e la preoccupazione per la pandemia

In molti casi si sospendono le attività e si chiede la vaccinazione per i bambini per frequentare il catechismo

Catechismo, Prato
Foto: www.notiziediprato.it
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Due diocesi in festa questa settimana per l’arrivi dei nuovi vescovi. Domani l’insediamento nella diocesi di Catanzaro-Squillace di Claudio Maniago, fino ad oggi vescovo di Castellaneta. Il neo presule succede all’arcivescovo Vincenzo Bertolone dimessosi nei mesi scorsi. Maniago domani mattina incontrerà i giovani e gli operatori del Centro Calabrese di Solidarietà e successivamente la stampa locale e alle 11.30 il primo incontro con le Autorità cittadine nella Basilica dell’Immacolata. 

Nel pomeriggio, nel palazzetto dello Sport, la solenne Concelebrazione di inizio ministero. Lo scorso 5 gennaio l’ordinazione e l’ingresso a Terni-Narni-Amelia del nuovo vescovo, Francesco Soddu. “Oggi io nasco vescovo qui, in questa Chiesa, in questa comunità ecclesiale”, ha detto il neo presule: “la Chiesa di Sassari mi dona a voi non come un pacco regalo arrivato da chissà dove. Accoglietemi e sentitemi uno di voi, fratello, amico e per grazia di Dio anche padre”. A presiedere la solenne concelebrazione eucaristica è stato il vescovo uscente Giuseppe Piemontese e concelebranti l’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba e il segretario generale della Cei il vescovo Stefano Russo. Piemontese nell’omelia ha detto, rivolgendosi al suo successore: “simbolicamente ti consegno una Chiesa acquistata dal sangue di Cristo e nel passato guidata e custodita da innumerevoli pastori, molti dei quali a cominciare da Valentino, Giovenale, per essa, sull’esempio di Gesù, hanno versato il sangue. Io, durante i sette anni e mezzo di ministero, ho cercato francescanamente di amarla, custodirla, servirla e abbellirla con tutte le mie povere forze, nella relazione tra le persone fino ad oggi, confidando nella misericordia e nella guida di Gesù, il Buon Pastore. Abbi cura di tutto il gregge nel quale lo Spirito Santo ti ha posto come vescovo a reggere la Chiesa di Dio”.  

Intanto nelle diocesi cresce la preoccupazione dopo l’aumento dei casi di contagi in tutto il Paese.

  A Prato la diocesi invita le parrocchie a rinviare la ripresa del catechismo in presenza fino a domenica 23 gennaio. La decisione, comunicata a parroci e catechisti dalla segreteria del vescovo Giovanni Nerbini, in accordo con l’Ufficio catechistico diocesano, è stata presa “in virtù del generale aumento di contagi da Covid che sta investendo tutto il Paese”, spiega una nota: “siamo tutti consapevoli che la catechesi in presenza sia la forma migliore per la comunicazione della fede e per restare in contatto con le famiglie dei nostri ragazzi ma non possiamo rischiare, soprattutto nel momento in cui il contagio interessa particolarmente i più giovani”.

Eucaristia solo dalle mani di persone vaccinate nella diocesi di Salerno-Campagna-Acerno. “Esigo – scrive l’arcivescovo Andrea Ballandi - espressamente che l’Eucaristia, durante le celebrazioni, non venga distribuita dai sacerdoti, diaconi o ministri straordinari non vaccinati. In caso di assoluta necessità, autorizzo che, per la distribuzione, venga scelta ad actum una persona di fiducia (religiosa o catechista) dotata di avvenuta vaccinazione” E poi l’invito a ridurre, “in attesa di uno sperabile miglioramento della situazione, le attività pastorali degli adulti in presenza a quelle più essenziali (concerti, conferenze, momenti ricreativi, pranzi/cene, ad esempio, non lo sono).

Per quanto riguarda il catechismo, qualora non si sospendano le attività scolastiche si riprenda solo a condizione che si abbiano a disposizione ampi spazi, che garantiscano l’osservanza delle misure precauzionali richieste”. E la richiesta che il clero, i catechisti e gli eventuali operatori pastorali – che presiedono questi incontri, “siano tutti vaccinati”. Ieri, poi, una nota della diocesi di Albenga-Imperia che definisce "incoerente e inquietante" concedere il seppellimento degli animali nei camposanti. L’iniziativa dopo la notizia di una recente delibera adottata “all’unanimità” dal Consiglio Comunale di Loano, “sulla base di quanto previsto dall’art. 54 della Legge regionale n. 15 del 2020”, che consente di seppellire gli animali domestici nelle tombe delle persone. 

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