Dalle diocesi, riprende l' anno scolastico e arrivano i nuovi vescovi

Da Prato a Nuoro i neo ordinati prendono possesso delle loro diocesi

L'arcivescovo di Lecce in una scuola
Foto: Diocesi di Lecce
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In questi giorni le scuole italiane hanno ripreso le attività con l’inizio del nuovo anno scolastico. Sono tanti i vescovi che si sono rivolti al mondo della scuola con messaggi di auguri e alcune riflessioni. Ne parliamo tra poco.

Oggi festa nella diocesi di Forlì-Bertinoro per la beatificazione, nella cattedrale di Forlì, di Benedetta Bianchi Porro, morta il 23 gennaio 1964 nella sua casa di Sirmione all’età di 27 anni a causa di una malattia degenerativa. A presiedere la celebrazione il card. Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione per la Causa dei Santi, insieme al prossimo cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna,  al vescovo Livio Corazza e ad altri 14 presuli. “Sarà una festa di popolo perché il popolo riconobbe la santità di Benedetta fin dalla sua morte – dice mons. Corazza - tanto che 50 anni fa il suo corpo fu collocato in una tomba nella chiesa della Badia di Sant’Andrea di Dovadola, la sua parrocchia natia, cosa che di solito si fa con la beatificazione”. Il presule aggiunge che la la sofferenza da lei ha vissuta è “un’esperienza umana e spirituale che riguarda tutti, credenti e non credenti, e soprattutto interessa come l’ha affrontata, con grande fede, lei giovane e ormai priva di tutti i sensi”.

Sabato scorso festa nella diocesi di Prato per l’ingresso del nuovo vescovo, Giovanni Nerbini che domenica ha poi celebrato il suo primo pontificale. E lo ha fatto in un giorno speciale per la diocesi e la città: l’8 settembre, Natività di Maria, ricorrenza conosciuta dai pratesi con il nome di “Madonna della Fiera”. Nell’ omelia mons. Nerbini ha invitato i fedeli a “alzare lo sguardo”, perché “la dimensione verticale è importante”. Al termine della celebrazione il presule ha officiato una speciale ostensione del Sacro Cingolo. La reliquia mariana simbolo della città è stata mostrata alle persone presenti in chiesa, in particolare agli anziani e ai disabili: “quando ho visto arrivare in cattedrale i pellegrini giunti a piedi, ho capito davvero il legame tra Prato e la Sacra Cintola. Maria raccoglie tutti attorno a sé e questa presenza sia per tutti i pratesi e per coloro che si accostano a questa realtà, occasione di pace, concordia e lavoro comune”.

Sabato scorso, in Sardegna, il saluto del vescovo di Nuoro, Mosè Marcia alla comunità diocesana con una celebrazione nella Cattedrale di Santa Maria della Neve. Mons. Marcia lascia dopo otto anni di ministero episcopale per raggiunti limiti di età. “Oggi iniziamo un altro viaggio con impegni e responsabilità diverse, voi restando e io partendo”, ha detto nell’omelia . Domani l’ingresso del nuovo vescovo, Antonello Mura che inizierà visitando il carcere di Badu’e Carros, l’ospedale San Francesco e il Monastero Mater Salvatore prima dell’arrivo in cattedrale. Mons. Mura lascia la diocesi di Lanusei rimanendo però amministratore apostolico.

Come dicevamo all’inizio gli studenti italiani hanno iniziato il nuovo anno scolastico.   “Possiate coltivare il Vero, il Bene e il Bello per amare la vita”, ha scritto il vescovo di Cassano allo Ionio, in Calabria, Francesco Savino, in una lettera sottolineando che la scuola non è soltanto “luogo di trasmissione del sapere” ma la scuola è il “luogo che coltiva il desiderio di conoscere per sapere accendendo interessi, promuovendo capacità, suscitando domande, coltivando curiosità”. Il vescovo invita quindi gli studenti a chiedere “a gran voce di essere educati, non ammaestrati. Per educare occorre autorità che non è esercizio di potere ma relazione basata sull’ascolto, la pazienza, la stima, il mistero, la bellezza”.

“Quando penso all’inizio di un nuovo anno scolastico, mi viene in mente l’immagine di un lungo treno in partenza: il treno è la Scuola e ciascuno – dirigenti, docenti, studenti, personale ausiliario e genitori – ha il proprio posto. A tutti vorrei augurare di salire volentieri su questo treno!”, scrive il vescovo di Padova, Claudio Cipolla invitando i dirigenti, “specialmente a quelli di prima nomina” ad essere dei “bravi “capo-treno”, capaci di curare la regia organizzativa, ma soprattutto disponibili a lavorare per il ben-essere di chi è a bordo, premessa indispensabile per il ben-fare”. “Come esperti macchinisti”; i docenti “non abdichino mai al compito arduo ma entusiasmante di indicare una direzione di senso ai loro studenti, aiutandoli ad appassionarsi nello studio come nella vita”. Agli studenti l’invito a sentire la scuola come un luogo “vostro”, “mezzo indispensabile per raggiungere tappe intermedie della vita e la meta ambiziosa del formarvi come ‘persone’, capaci di accorgervi del vostro vicino e anche di chi è più lontano, attenti a rendere piacevole il viaggio dell’altro, utilizzando bene spazi e talenti, sapendo con rispetto occupare il vostro posto, senza prevaricare, curiosi di guardare l’ambiente che vi circonda e di ascoltare, non solo attraverso gli smartphone o i tablet, ma soprattutto attraverso gli occhi, gli occhi della mente, gli occhi del cuore”. E ai genitori “siete voi che fate salire, con fiducia, i vostri figli sul treno della scuola” continuando ad accompagnarli “nel viaggio della vita”.

All’inizio del nuovo anno scolastico l’arcivescovo di Lecce, Michele Seccia, oltre ad un messaggio al mondo della scuola ha invitato a un momento di preghiera aperto a tutti. E non in una chiesa ma in un’ istituto scolastico. La celebrazione è prevista questa mattina presso l’Aula Magna dell’Istituto “G. Deledda” in Piazza Palio a Lecce, dove per due giorni i docenti di religione cattolica della diocesi saranno impegnati in un seminario di aggiornamento e formazione in servizio dal titolo: “L’Avventura educativa e le nuove fragilità. Il contributo dell’Insegnante di Religione Cattolica”.

“Suona di nuovo la campanella, per un nuovo anno scolastico, e una folla enorme di alunni, docenti, famiglie, personale della scuola a quel suono comincia o riprende l’avventura. Com’è bella la scuola! Per imparare ed insegnare occorrono passione e competenza, lavoro quotidiano, metodo e disciplina”, scrive il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, Giuseppe Giudice. Altri messaggio sono previsti nella prossima settimana quando in molte regioni inizieranno le lezioni.

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