Dalle Diocesi, una nuova beata nella Chiesa italiana

Domani pomeriggio, allo stadio della città, il prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, il cardinale Marcello Semeraro, eleverà agli onori degli altari, sr. Maria Laura Mainetti

Suor Maria Laura Mainetti
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Una nuova beata nella Chiesa italiana ed è festa per la diocesi di Como. Domani pomeriggio, allo stadio della città, il prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, il card. Marcello Semeraro, eleverà agli onori degli altari, sr. Maria Laura Mainetti delle Figlie della Croce uccisa da tre ragazze il 6 giugno di 21 anni fa.

Una morte che sconvolse allora l’intera città di Chiavenna,
dove viveva e l’intera Italia. E oggi ancora viva. Le sue consorelle ne furono subito convinte che sarebbe arrivato questo momento. Da quella sera non hanno voluto toccare nulla nella sua stanza dove è, come allora, tutto in ordine, essenziale. Ovunque ci sono libri e opuscoli che parlano di
giovani, ragazzi, adolescenti, poi i breviari e alcuni ritagli di giornale e un biglietto “portiamo il bel nome di Figlie della Croce”.

Di suor Maria Laura “mi ha colpito la sua capacità di dono; questo suo volersi donare all’altro senza misura; come diceva lei, essere ‘mangiata’, essere eucaristia per l’altro, darsi senza misura vedendo Gesù nell’altro, anche nel fratello importuno e nello stesso tempo essere tanto trasparenti che il fratello veda Gesù in noi”, dice oggi la postulatrice della causa di beatificazione, Francesca Consolini, in un lungo articolo pubblicato su “il Settimanale” della diocesi di Como: “in quest’ottica di amore si comprende il suo martirio; solo così si può capire il suo non tirarsi indietro di fronte ad una richiesta di aiuto. La vicenda materiale della sua morte può portare a riflettere sul vuoto che molti giovani oggi hanno nel cuore, sull’ assenza di ideali e di luce; tutto questo ci riporta
all’amore che suor Maria Laura aveva per i giovani, la ragione della sua vita, perché li sentiva fragili, condizionabili dalla società di oggi che offre certezze fragili e ideali labili”.

Il supplemento speciale al giornale diocesano si apre con un editoriale del direttore don Angelo Riva che descrive la religiosa “una piccola donna umile e fragile, ma piena di Dio. Di quelle che, quando Dio le trova, solleva il mondo sui suoi cardini e lo ribalta. Cioè lo rimette dritto, perché si era stortato. È un ponte tutto particolare, questa piccola donna. Un ponte che non ha assi, eppure in tanti ci hanno camminato e ci cammineranno sopra. Un ponte che non ha funi, eppure ci allaccia insieme in un legame che ci rende saldi. Soprattutto, è un ponte lanciato sopra l’abisso: e ce lo fa attraversare, aggrappati al cielo”.

Tante le testimonianze che si possono raccogliere in queste ore di vigilia con i tanti che stanno arrivando per essere presenti alla beatificazione. “La storia di sr. Laura mi ha sempre affascinato. Non potevo mancare a questo momento. Una storia drammatica ma bella perché, nel momento della morte, ha avuto la forza e il coraggio di perdonare chi la stava uccidendo”, dice Angela. Suor Maria Laura fu un’insegnante, un’educatrice di molti giovani e studentesse e punto di riferimento spirituale per tante persone, ricorda il card. Semeraro al “Settimanale”. ù

Maria Laura, come gli altri martiri cristiani “non ha cercato il martirio in sé, ma lo ha assunto come conseguenza della sua fedeltà alla fede in Gesù Cristo. Il segno distintivo di questo, come del martirio cristiano, è proprio l’amore, è la testimonianza luminosa della vittoria dell’amore sull’odio e sulla morte. Muore perdonando!”.

“Dopo la sua drammatica vicenda e il perdono che suor Maria Laura ha implorato per le sue assassine – racconta una sua ex alunna, Giuliana - mi sono ricordata che spesso ci parlava della storia di santa Maria Goretti, accoltellata da un uomo a soli 12 anni. Mi ha sempre colpito questo
racconto, perché suor Maria Laura rimarcava il ‘perdono’ che quella ragazzina chiedeva a Dio mentre veniva uccisa. Nel contempo ci incoraggiava ad essere tolleranti e benevoli con tutti raccomandandoci di non portare rancore, ma di cercare sempre il bene che c’è nell’altro. Cara suor Maria Laura le circostanze ti hanno fatto diventare importante e famosa: per me rimarrai la mia Maestra competente, disponibile, benevola, ma anche sicura, decisa e determinata come la tua
professione richiedeva”.

Il rito di beatificazione inizierà domani, domenica, alle 16 con il vescovo di Como, Oscar Cantoni, che rivolgerà la petizione, a nome della Diocesi di Como e delle Suore Figlie della Croce, perché il Santo Padre iscriva suor Maria Laura Mainetti tra i beati. Il presule ripercorrerà, in breve, la biografia della martire, quindi il cardinale Semeraro presenterà la lettera apostolica con cui papa
Francesco riconosce suor Maria Laura come beata. All’altare sarà portata una reliquia che contiene una pietra intrisa di sangue e raccolta in via Poiatengo, a Chiavenna, da una consorella di suor Maria Laura, nelle ore dopo la scoperta del martirio. Il rito si concluderà con il ringraziamento al papa del vescovo, della postulatrice Consolini e della superiora generale delle Figlie della Croce, suor Susana Felice.

Domenica stessa la Tv della Chiesa italiana, Tv2000, proporrà il documentario “Posso tornare a te” dedicato alla vita e alle opere della religiosa. Il documentario racconta la sua infanzia, la sua vocazione, il suo lavoro di insegnante e catechista con i giovani fino ad arrivare alle tragiche circostanze della sua morte, ripercorrendo i luoghi dov’è vissuta e raccogliendo le testimonianze delle persone che l’hanno conosciuta.

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