Dalle diocesi, verso la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Il tema di quest'anno è "Verso un noi sempre più grande". Ecco come si preparano le diocesi di tutta Italia

Verso un noi sempre più grande
Foto: GMMR
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Domenica Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato in tutte le diocesi con al centro il tema scelto da Papa Francesco “Verso un ‘Noi’ sempre più grande”.

In Italia le celebrazioni ufficiali della Giornata si svolgeranno quest’anno nelle Marche, regione scelta dalla Commissione Cei per le Migrazioni e dalla Fondazione Migrantes che proprio in questa regione ha promosso una serie di iniziative prima di questo appuntamento e dalla Basilica Pontificia di Loreto domani la celebrazione, in diretta Rai, presieduta dal vescovo Pietro Coccia, Presidente della Conferenza Episcopale delle Marche.

Ma tutta la regione Marche è stata interessata alla preparazione per questo importante appuntamento. Macerata, Pesaro, Fano, San Benedetto del Tronto: in queste città come in molte parrocchie tante le iniziative organizzate a sostegno della GMMR. Tante le iniziative e le celebrazioni nelle diocesi e nelle parrocchie italiane. E anche alcuni vescovi che per l’occasione hanno inviato messaggi alle proprie diocesi.

“Viviamo un tempo complesso e spesso contraddittorio, ma carico di attese, perché lascia intravedere soluzioni nuove, punti fermi a cui non avevamo prestato la giusta attenzione, e ci sentiamo convocati a mettere insieme le forze migliori per giungere non solo a delle soluzioni, ma a un ulteriore sviluppo positivo”, scrive il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, in un messaggio pubblicato dal settimanale diocesano “La Difesa del Popolo”. I migranti, i profughi, i rifugiati, sui quali “oggi in particolar modo si sofferma la nostra attenzione, mettono a verifica la nostra umanità e il grado della nostra appartenenza religiosa”, scrive il presule: “veniamo interpellati da crisi umanitarie: quella dell’Afghanistan, la più recente. Non possiamo restare indifferenti, quando intere famiglie che cercano accoglienza trovano invece la morte nel Mediterraneo, il ‘più grande cimitero d’Europa’. Fanno parte di noi – conclude - intere comunità etniche, per le quali è chiesto un maggiore impegno all’inclusione sia sociale sia ecclesiale, nella consapevolezza che la partecipazione, il dialogo interculturale e le diverse modalità di espressione della fede sono una ricchezza e una benedizione per tutti.

Impegniamoci, facciamo in modo che questi valori trovino sempre più spazio per ‘un noi sempre più grande’”. La pandemia che sta colpendo il mondo intero “seminando ovunque paura e morte e innescando una crisi sociale dalle dimensioni mondiali, ci ha costretti a prendere coscienza che non ci si salva da soli e che, essendo tutti sulla stessa barca, dobbiamo lavorare insieme, pensare insieme, programmare insieme, perché tutta l’umanità possa uscirne migliorata”, scrive il vescovo di Cesena-Sarsina, Douglas Regattieri – che celebrerà domenica pomeriggio in cattedrale a Cesena - invitando a celebrare in tutte le comunità “con impegno” la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato: “sussidi e le attività proposte dall’Ufficio Migrantes – che ringrazio per la solerzia e l’impegno profuso in questo delicato settore della pastorale – aiutino tutti ad allargare lo sguardo a questi nostri fratelli e sorelle e ad aiutarli a superare le loro difficoltà integrandoli nel nostro territorio diocesano, nel rispetto della loro specifica peculiarità sociale, culturale e religiosa”.

Tanti anche i vescovi che presiederanno celebrazioni con le comunità etniche del proprio territorio. La Fondazione Migrantes ha preparato sussidi pubblicati sul mensile “Migranti-Press”. Il messaggio di papa Francesco per la Giornata – spiega il presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti in una intervista al mensile della Migrantes – è “un appello a pensarci sempre più come famiglia umana, vedendo in ciascuno – soprattutto negli ultimi e nei bisognosi – un fratello. La pandemia ci ha ricordato, in modo inequivocabile, che nessuno si salva da solo e che, come dice il Papa, siamo tutti sulla stessa barca: “dobbiamo fare tesoro di quello che questa terribile prova che stiamo ancora vivendo ci ha insegnato, impegnandoci a ogni livello per combattere il virus dell’individualismo, che genera processi di disgregazione e ci rende incapaci di disegnare un futuro degno per tutti”.

Il cardinale sottolinea che “dobbiamo imparare a riconoscere in chi arriva sulle nostre coste, a volte dopo essere stato strappato alla morte in mare, il volto di Cristo. Bisogna scrollarsi di dosso il pregiudizio che porta a etichettare il migrante come un problema o, peggio ancora, un nemico che viene a toglierci qualcosa, un usurpatore, un’insidia. Chi scappa dalla guerra, dalla fame, dalla violenza è un fratello e sulla nostra capacità di amarlo, accoglierlo, proteggerlo saremo giudicati. Tra le opere di giustizia infatti vi è anche quella dell’accoglienza nei confronti degli stranieri”.

La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato diventi – sottolinea il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo Gian Carlo Perego - quest’anno, una tappa per una Chiesa comunione e una città più inclusiva, una tappa nella costruzione di un mondo fraterno che vede la responsabilità di tutti. E preghiamo il Signore, con le parole di Papa Francesco, perché ‘la nostra terra possa diventare, così come Tu l’hai creata, la Casa comune di tutti i fratelli e le sorelle’”.

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