Devotio 2022, grande interesse per l'arte religiosa anche se la gente non va in chiesa

La Fiera sarà inaugurata dal cardinale Matteo Zuppi il 19 giugno

Devotio
Foto: Devotio
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Torna “Devotio 2022”, la fiera internazionale di prodotti e servizi per il mondo religioso. Questa manifestazione, giunta alla terza edizione, aprirà a BolognaFiere domenica 19 giugno e si concluderà martedì 21. Domenica è anche annunciata la visita del cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI. Per capire meglio la realtà dietro l'evento abbiamo fatto qualche domanda a Valentina Zattini, exhibition manager della fiera.

Prodotti e servizi per il mondo religioso, così si definisce Devotio: ma perché cresce l'interesse per questi articoli mentre la gente va sempre meno in chiesa?

È vero in Italia il numero delle persone che vanno in chiesa è in calo, ma nel mondo non è così e il prodotto Italiano in particolare, sia per la qualità che per il design, è sempre molto richiesto. Inoltre l’Italia è vista un po' come la “casa della Chiesa” e questo fa sì che chi è in possesso di un articolo religioso made in Italy si senta un po' più vicino. Inoltre dopo questo lungo periodo di pandemia, nel quale il settore ha subito una forte crisi, ora la richiesta da parte dei buyer, con la ripresa del turismo un po' in tutto il mondo, sembra finalmente  essere in grande crescita.

 Quanti saranno gli espositori di questa terza edizione e quali i principali prodotti esposti?

Gli espositori presenti a Devotio per questa edizione saranno 200, un numero che mi riempie di orgoglio e soddisfazione soprattutto perché è la dimostrazione che le aziende credono fortemente nella manifestazione e nella nostra organizzazione. La proposta in esposizione è molto vasta: souvenir religiosi, articoli devozionali come immaginette, rosari, statue, incensi e candele, presepi, oggetti liturgici, abbigliamento per il clero e paramenti sacri, ma anche vetrate, mosaici, illuminazione, amplificazione, arte sacra, progettazione.

Che tipo di visitatori parteciperanno? Quanti ve ne aspettate?

Devotio è una manifestazione di nicchia rivolta a operatori del settore. Il nostro obiettivo, dopo tre anni dall’ultima edizione a causa del covid, è di raggiungere i 3mila visitatori unici, e quindi il risultato del 2019. Dalle pre-registrazioni il trend è molto positivo e conferma il 30% di visitatori provenienti da Paesi esteri.

Devotio non è solo una fiera, ma anche un momento di incontro culturale. Perché questa scelta?

Durante l’organizzazione della prima edizione, confrontandoci con i nostri partner, ci siamo chiesti cosa volevamo fare con Devotio. Insieme abbiamo convenuto che dovevamo fare qualcosa di bello, cercando anche di innalzare il livello del settore, e di dare degli indirizzi anche nel gusto e nella scelta dei prodotti. Ci stiamo rendendo conto che è un compito molto difficile, ma attraverso le mostre, i percorsi di riavvicinamento e i convegni cerchiamo di lanciare degli input che ci auguriamo nel tempo siano d’aiuto.

 Che attenzione c'è agli oggetti e ai paramenti liturgici? Il Papa ha appena detto che non vuole i "merletti della nonna", ma in tanti magari hanno molto a cuore la "bellezza"...

Le tradizioni così come i contesti non vanno dimenticati, ma il Concilio Vaticano II ha tracciato delle linee molto chiare anche per gli oggetti, i paramenti liturgici e gli spazi di culto. Uno dei temi cardine è la “nobile semplicità” che mira a scoprire una bellezza autentica,  semplice, ma non sciatta. Anche noi sosteniamo questo principio, ma il mercato spesso chiede i “merletti della nonna”. 

Oltre alla fiera, quali sono le attività collegate a Devotio durante l'anno?

Devotio è una fiera biennale, quindi la prossima edizione si terrà nel 2024, a febbraio, tornando al periodo di svolgimento ideale per questo settore. In questo arco di tempo c’è molto lavoro di organizzazione e pianificazione. Per promuovere l’edizione successiva partecipiamo a molti eventi del settore, non solo fiere estere, ma anche a convegni nazionali e praticamente non ci fermiamo mai. Da poco, inoltre, la nostra società ha lanciato un nuovo progetto che si chiama Ereligio. Si tratta di una piattaforma online che ha l’obiettivo di raccogliere in un unico contenitore tutti gli articoli religiosi. Non fa vendita diretta, ma ha l’intento di mettere in contatto cliente e produttore. Ereligio.com farà il suo ingresso ufficiale “in società” proprio in occasione di Devotio.

 Qual è l'indotto, quanto giro di affari e quanto lavoro produce questo settore in Italia?

È complicato dare dei numeri. Nel 2019 parlavamo di un fatturato annuo complessivo di circa 500-700 milioni di euro, ma con la pandemia è cambiato tutto. Sia produttori che rivenditori si sono trovati in grossa difficoltà e hanno dovuto anche ridimensionarsi se non addirittura chiudere. Probabilmente per arrivare ai dati pre-covid dovremo attendere la metà del 2023, nella speranza che non ci siano ulteriori rallentamenti. Anche l’incertezza legata alla guerra in Ucraina influenza molto la produzione e la vendita. Per esempio le aziende che lavorano con le parrocchie ne hanno risentito particolarmente, perché molti lavori sono stati sospesi e molte risorse sono state giustamente dirottate negli aiuti agli ucraini e ai più bisognosi.

 

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