Diocesi di Roma, la prima edizione della Summer School di formazione geopolitica

Tre giornate organizzate dalla Diocesi di Roma che scorreranno tra incontri frontali, dibattiti, workshop, tavoli di approfondimento, ma anche aperitivi e momenti di preghiera.

Villa Campitelli
Foto: villacampitelli.it
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Dal 25 al 27 luglio a Villa Campitelli, a Frascati, è pronta la prima edizione dell’iniziativa che riunisce le varie esperienze di formazione sociopolitica laiche ed ecclesiali presenti a Roma. “Da Moro a Moro… and more” è questo il titolo della tre giorni residenziale, che vedrà la partecipazione di personalità quali il cardinale Pietro Parolin, Giancarlo Giorgetti, Nicola Zingaretti, Andrea Monda, Leonardo Becchetti.

Tre giornate che scorreranno tra incontri frontali, dibattiti, workshop, tavoli di approfondimento, ma anche aperitivi e momenti di preghiera. Si parlerà di economia, istituzioni, democrazia, cultura, immigrazione, famiglia, educazione, giustizia, ambiente. Il primo riferimento è san Tommaso Moro; il secondo invece Aldo Moro.

Coinvolte tutte le esperienze di formazione sociopolitica laiche ed ecclesiali presenti a Roma: la Scuola di formazione sociale e politica della parrocchia di San Tommaso Moro; “Connessioni” di padre Francesco Occhetta; la Scuola di formazione permanente della Fondazione De Gasperi; la Fuci diocesana; la Scuola di formazione sulla dottrina sociale della Chiesa del Meic; la Scuola di formazione sociopolitica “7 parole della politica” di San Barnaba; la Scuola di alfabetizzazione sociopolitica delle Acli di Roma; la Scuola di politiche “Formiamo il futuro”; e la Scuola Sinderesi del Centro Alberto Hurtado della Pontificia Università Gregoriana. In tutto, un centinaio di ragazzi dai 19 ai 30 anni.

A loro, nel libretto che presenta l’iniziativa diocesana, si rivolge il cardinale vicario Angelo De Donatis: "Giovani – scrive – con la freschezza della vostra età siate il cuore della Chiesa in uscita, soggetti di evangelizzazione e canali privilegiati di autentica testimonianza. Partecipare vuol dire prendere parte alla responsabilità. Nella società siamo tutti corresponsabili, e siamo chiamati a vivere con impegno la condivisione per sentirci comunità, creando accoglienza reciproca, riconoscimento, stima anche delle diversità. Il mio invito è a non tirarvi indietro, affidandovi al progetto che Dio ha per ciascuno di voi".

 

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