Don Ambarus, la struttura fondante per ognuno di noi è essere figli di Dio

La Messa in TV al Divino Amore in attesa delle Messe pubbliche per le quali, dice il segretario della CEI, stiamo lavorando ad un protocollo con il Governo

Don Ambarus
Foto: TV 2000
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Prosegue ogni sera la celebrazione della Santa Messa nel Santuario del Divino Amore in diretta tv e on line per permettere agli italiani cui è proibita la partecipazione almeno di seguirla.

Questa sera a celebrare è stato ancora Don Ben Ambarus direttore della Caritas di Roma.

Nella omelia commentando il Vangelo ha ricordato “che la struttura fondante di ciascuno di noi è essere figli di Dio e figli amati”.

Noi spesso ha detto facciamo fatica a credere in ciò che non vediamo, ma Gesù ricorda: “ sono il pane che tiene in vita”.

Non si tratta di un intimismo- ha detto Ambarus- ma nutrirci di Dio per poi nutrire gli affamati che incontriamo sul sentiero della nostra vita.

La Diocesi di Roma prosegue con la celebrazione serale per sopperire alla mancanza di accesso alla Eucarestia. A questo proposito in una intervista rilasciata ai media della Conferenza Episcopale il Segretario Generale, il vescovo Stefano Russo, dopo aver ricordato la preghiera di affidamento a Maria domani primo giorno di maggio, ha sottolineato a proposito della ripresa delle Messe aperte ai fedeli:

“Il dialogo con le Istituzioni governative è quotidiano e all’insegna di una collaborazione leale. Da lunedì avremo la possibilità di celebrare le esequie; stiamo lavorando da un paio di settimane su un Protocollo per le celebrazioni eucaristiche, che minimizzi al massimo il rischio del contagio: preservare la salute di tutti deve essere un interesse primario”.

Il vescovo ha anche ricordato che nelle parole del Papa che ha invitato alla prudenza “non c’è contrapposizione con la Chiesa italiana: il Papa sostiene da sempre e con paternità il nostro agire”.

Il testo integrale sarà pubblicato da Avvenire del primo maggio.

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