Don Bosco e la politica, ne parlano gli ex allievi

L'incontro alla Camera dei Deputati per il Bicentenario di Don Bosco
Foto: ANS
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“E’ fondamentale dare ai giovani gli strumenti necessari per essere imprenditori di se stessi”. Lo ha ricordato l’onorevole Gian Luigi Gigli in occasione dell’incontro di mercoledì 15 luglio, promosso dalla Famiglia Salesiana e dalla Confederazione Mondiale degli Exallievi/e di Don Bosco. “Bicentenario della nascita di Don Bosco: l’impegno politico degli exallievi in campo sociale ed educativo” il tema dell’evento che si è tenuto presso la sala Aldo Moro della Camera dei Deputati. Vi proponiamo una cronaca tratta da ANS.

L’incontro è stato coordinato e moderato dal dott. Francesco Muceo, Presidente Mondiale degli Exallievi/e di Don Bosco, e dall’on. Gigli, capogruppo del PI-CD alla Commissione per gli Affari Costituzionali.

Si sono così succeduti gli interventi di alcuni exallievi parlamentari, tra cui il Viceministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, sen. Andrea Olivero, che ha commentato: “Don Bosco non amava la politica come struttura di potere, ma sentiva che era un aspetto fondamentale nella costruzione del Regno. (…) Oggi il mondo e giovani hanno bisogno del carisma salesiano dato da Don Bosco e la Famiglia Salesiana”.

Ha poi fatto una testimonianza l’on. Teresa Piccione, che parlando della figura e del ruolo della “madre” ha osservato che “l’obbedienza alla Croce di Don Bosco viene da Mamma Margherita (...) così come la sua disponibilità e apertura verso Dio e la Provvidenza furono ereditati da sua madre”.

Da parte sua l’on. Gianpiero D’Alia, Presidente della commissione bicamerale per le questioni regionali, che ha centrato il suo discorso sull’educazione, concludendo che “oggi, quando si parla di privatizzare la scuola, noi non arriviamo a immaginare quanto perde la società”.

La Lectio Magistralis è stata offerta da mons. Mario Toso, SDB, vescovo di Faenza-Modigliana e Segretario emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Mons. Toso ha fatto diversi riferimenti al contesto politico e lavorativo, richiamandosi anche a quanto detto da Papa Francesco durante l’incontro con il mondo del lavoro nella sua recente visita a Torino: “il Papa ha parlato di Don Bosco come di un gigante del metodo preventivo, non solo nell’ambito pedagogico, ma anche in quello socio-politico. (...) Don Bosco insegnava che è possibile prevenire l’iniquità e la violenza della società, attuando la giustizia, ossia, offrendo ai giovani, oltre a una casa e a una famiglia, l’istruzione necessaria per poter esercitare un mestiere o una professione”.

Da ultimo è intervenuto don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore dei Salesiani, che ha citato la lettera inviata dal Papa Francesco in occasione del Bicentenario di Don Bosco, laddove afferma: “L’Italia, l’Europa e il mondo in questi due secoli sono molto cambiati, ma l’anima dei giovani non lo è: anche oggi i ragazzi e le ragazze sono aperti alla vita e all’incontro con Dio, ma ce ne sono tanti a rischio di scoraggiamento, di anemia spirituale, di emarginazione”.

Concludendo l’on. Gigli ha osservato che “è fondamentale dare ai giovani gli strumenti necessari per essere imprenditori di se stessi”, mentre il dott. Muceo ha ringraziato tutti i partecipanti a quest’evento così importante per la Famiglia Salesiana, tra i quali c’erano anche gli ambasciatori di Honduras e Panama.

“Siamo e restiamo allievi salesiani” ha concluso il dott. Muceo.

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