Don Fortunato Di Noto, una mostra contro l’abuso sui minori

Locandina mostra
Foto: associazione meter
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Pannelli con frasi “farfugliate” e immagini di bambini che vogliono sensibilizzare e far riflettere sul tema dell’abuso dei minori. E’ il tema della mostra “Parole minime” a Noto (nel cortile dell’ex Convitto Ragusa, Corso Vittorio Emanuele 91) per iniziativa dell’associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto (dal 12 al 22 luglio, ore 20-22), che si occupa della lotta contro la pedofilia e la tutela dell’infanzia.

Le parole “farfugliate” sono anche all’interno di “Parole minime”, l’ultimo libro scritto da don Di Noto.

Le parole minime hanno una forza evocativa che nonostante sono "farfugliate" richiamano potentemente alle cose essenziali, spesso dimenticate e sottovalutate. Nessuna pretesa. Appartengono alle parole e ai suoni che sono nell'universo, elaborate in istanti e raccolte da chi mi sta accanto quotidianamente.

Parole, osserva il sacerdote siciliano, come quelle di “un neonato che esprime frasi in modo confuso, a volte impreciso, ma che ha la potenza in coloro che ascoltano di porre attenzione e fermarsi un momento chiedendosi: ma che cosa vuol dire, a chi si rivolge, che cosa sta profondamente pensando?”. Parole minime colte da don Fortunato e dai suoi collaboratori: “Quando borbotto – spiega – e, magari, dopo la lettura di un testo spirituale, riassumo in poche espressioni un intero libro. Impresse nella realtà digitale, sui social network, che suscitano variegate emozioni e riflessioni sintetizzate con le ‘faccine'”. E ancora, parole “suscitate dagli eventi della vita, dall’ascolto del dolore e dalle ferite a cui metto il balsamo della guarigione. Dalla protesta contro il silenzio e l’indifferenza. Dalla reazione a quello che guardo, con partecipazione emotiva e ragionata”.

I bambini chiedono di essere tutelati e amati, senza arrendersi mai: “Continuo a piantare gli alberi di ulivo che sono stati sradicati e continuo a ripiantarli”, spiega ancora. “Le parole minime di questa mostra serviranno a trovare altri generosi e volenterosi piantatori di ulivi “.

Nella sala espositiva uno schermo offrirà racconti e immagini per sensibilizzare sulla tematica.

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