Don Perrotto, le opere della Chiesa nascono dalla certezza che Gesù è Risorto

Nella omelia della messa al Santuario del Divino Amore il commento al Vangelo di oggi

Don Domenico Perrotto
Foto: TV 2000
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Il discorso di Pietro al Sinedrio è la certezza della presenza di Cristo, parla con audacia e coraggio, una sicurezza che deriva dalla certezza che Gesù é l’unico salvatore e sempre le grandi opere missionarie della chiesa si sono nutrite di questa certezza.

Lo ha detto don Domenico Perrotto rettore del Santuario del Divin Amore nella omelia della messa che dall’inizio della pandemia si celebra ogni giorno espressamente per chiedere a Maria di essere vicina ai sofferenti e liberale la umanità da questo dramma.

Quando c’è  Cristo nelle barca dalla Chiesa, ha detto, c’è la fecondità della sua presenza vivente. La missione della Chiesa è feconda quando obbedisce alla parola di Gesù, senza Gesù invece si brancola nella notte.

I discepoli si sono fidati di Gesù, occorre riconoscere cristo nel nostro cammino spesso accompagnato dal buio. Don Domenico ha ricordato che Don Umberto Terenzi contemplava molto la figura di Giovanni, discepolo amato, una figura che vedeva capace di intuizioni profonde.

Il Signore ci aiuti a riconoscerlo vivo anche nel buio della nostra vita.

E così come quando i discepoli mangiano con Lui Risorto sulle rive del lago e sono sicuri della Sua presenza, una bella immagine in questo periodo difficile, il Signore è sempre presente nella nostra vita.

Noi, conclude don Perrotto, siamo chiamati alla stessa certezza della sua esistenza, la certezza della fede e di Pietro. La Madre del Divino amore ci accompagni in un cammino nel quale ci accompagnai la certezza del Risorto.

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