E' morto Padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti della Diocesi di Roma

Padre Gabriele Amorth
Foto: FB, L'ultimo esorcista
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“La sua è una continua battaglia contro il principe del male: satana.” Così è scritto nella sua biografia sulla pagina Facebook ufficiale.

“L’ultimo esorcista”. Padre Gabriele Amorth, si è spento ieri sera 16 settembre a quansi 91 anni. Laureato in giurisprudenza, sacerdote dal 1954, esorcista per la Diocesi di Roma dal 1986. “Ha praticato circa novantamila esorcismi anche nei giorni di Natale e Pasqua, quando la salute glielo permetteva. - si legge nella biografia- Ha pubblicato nove libri con riflessioni e testimonianze dirette sull’esorcismo. La sua è una continua battaglia contro il principe del male: satana. Incontrarlo non è semplice, ha un’agenda fittissima d’impegni, ma con la dovuta pazienza trova tempo per tutti. E’ un uomo mite, che infonde serenità e sicurezza, anche quando parla del suo principale nemico.

Mai banale, senza sosta, per ore discorre di Dio e di satana, portando esempi concreti della loro manifestazione. Il suo messaggio è chiaro: Dio esiste ed esiste anche il diavolo che si manifesta chiaramente nel mondo e solo attraverso la fede in Dio è possibile sconfiggerlo. Perché, aldilà della libertà di ognuno di credere in ciò che vuole, il male esiste. E anche il bene”.

La pagina riporta una interessante raccolta di articoli, interviste e riflessioni bibliche dell’esorcista paolino e si rivela una interessante finestra su un mondo che in molti tentano di negare.

In una intervista spiga: “ Noi vediamo la lotta incessante tra Gesù e satana, durata tutta la vita. è una partecipazione a questa lotta tra Cristo e il demonio. La vera lotta è quella di Cristo con il demonio, alla quale noi siamo chiamati a partecipare. La spiegazione, mi pare, dipende proprio da questo: come il demonio cerca di distoglierci dalla retta via e da Cristo, e come noi uniti a Gesù usciamo sempre vittoriosi. Se ci stacchiamo da Dio allora perdiamo, siamo sconfitti. Lo scopo del demonio è proprio questo: distrarci da Dio, renderci infedeli a Dio. Da qui lo sforzo di satana. A lui interessano poco le possessioni diaboliche vere e proprie. A lui interessa portare l’uomo al peccato, all’infedeltà a Dio. Il motivo di questa lotta è quello della lotta contro il male”.

E quanto all’essere esorcista lui stesso lo spiegava così: “ Fare l’esorcista, oggi, è un compito duro e, da un punto di vista di popolarità, è un lavoro estremamente ingrato. D’altra parte, se noi leggiamo il Vangelo, Gesù è molto chiaro: dà agli Apostoli e a tutti i loro successori tre compiti precisi, e cioè predicare, scacciare i demoni e guarire i malati. Se non si compiono tutte e tre questi compiti, non si corrisponde pienamente al volere di Dio.

Da notare che molte volte sacerdoti santi hanno scacciato demoni, hanno liberato anime senza nemmeno che se ne accorgessero. Io vedo, esercitando questo compito, il completamento del mio sacerdozio. Quindi, essere esorcista oggi significa essere uomini di grande fatica, sforzarsi di essere persone di grande preghiera e di grande fede - perché senza fede non si combina nulla, è la fede che guarisce e libera - e significa essere esposti alle critiche o ai risolini di presa in giro da parte degli altri sacerdoti”.

Sì perchè, diceva spesso, la prima vittoria del diavolo è far credere che non esiste e che non esiste l’inferno, cioè la dannazione eterna: “Purtroppo, oggi sono tanti che parlano di inferno vuoto, anche un teologo famosissimo ed un cardinale, eppure non c’è niente di più chiaro nel Vangelo che la certezza dell’inferno, delle persone che ci vanno e dell’eternità dell’inferno. Per cui parlare di inferno vuoto è tradire la Bibbia, è tradire il popolo di Dio. Togliere la paura dell’inferno è togliere un incentivo a resistere contro le tentazioni e quindi è un vero inganno ed una vera bugia. L’inferno, purtroppo, c’è, in esso cadono tante anime come hanno visto in visioni private, per esempio, i fanciulli di Fatima, e come hanno visto tanti Santi. Chi ci va, ci resta per tutta l’eternità”.

Come difendersi dal maligno? Per padre Amorth la strada era semplice: “Ritornare ai dieci Comandamenti, alle leggi di Dio. Vedere che le leggi di Dio non sono proibitive, ma leggi di salvezza. Ritornare ad amarci, ritornare alla concordia, ritornare all’onestà. Oggi la società è basata proprio sull’ingiustizia: bisogna ritornare a Dio.”

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