E se la "Pausa Pranzo" fosse il momento per la riflessione quaresimale?

La iniziativa del Centro Universitario di Padova

Il logo della iniziativa
Foto: Diocesi di Padova
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Un pallido sole illumina le strade, un debole indizio che forse la stagione sta cambiando. Un calore fragile, una promessa di nuova vita, in questo tempo che è ancora inverno e che è stato, ed è, cupo, carico di angoscia. Davvero un tempo di Quaresima. Ci si sente stanchi, provati, la giornata è cominciata con i soliti problemi, impegni, il tempo che non basta mai, la quotidianità che sembra gravare, a volte, come un macigno. Sembra di camminare in un deserto. Forse però questo deserto può aprire ad una terra nuova.

E capita di poter incontrare un’oasi in cui riposare e riprendere forze. A Padova viene fatta una proposta particolare: una chiesa che si “apre” all’ora di pranzo per accogliere e offrire quell’oasi di pace, di silenzio, di preghiera, di meditazione di cui tutti, più o meno consapevolmente, abbiamo bisogno, in particolare in questo tempo.

La proposta si incentra nella chiesa di San Gaetano, nel cuore della città, e si tratta appunto di PAUSA PRANZO – nutrimento dello Spirito verso la Pasqua. Un’iniziativa  del Centro universitario di Padova, realizzata in collaborazione con il conservatorio Cesare Pollini e l’Accademia teatrale Carlo Goldoni. Ogni giovedì di Quaresima, dunque,  viene proposto un appuntamento settimanale di mezz’ora, dalle 13.00 alle 13.30.

Mezz’ora di tempo da dedicare alla riflessione, all’ascolto, alla meditazione, il tutto accompagnato dalla musica grazie all’animazione di  giovani  studenti del conservatorio Pollini e dalla lettura di alcuni brani dell’Esodo che farà da filo conduttore e da altri tratti dall’opera  "Il cappello scemo" (2021) di Haim Baharier, interpretati dagli allievi dell’Accademia teatrale Carlo Goldoni. Il riferimento diretto è a cinque verbi legati all’azione di Dio: vi farò uscire, vi soccorrerò, vi riscatterò, vi prenderò, vi condurrò. Il “dinamismo” di Dio che conduce il suo popolo  dalla schiavitù al riscatto, alla libertà, alla riscoperta di se stessi, che è probabilmente il traguardo più importante. 

Giovedì scorso il verbo di riferimento è stato “vi soccorrerò”. Le meditazioni sono state accompagnate da musiche di W. A. Mozart, P. Harvey.  Il biosgno di essere soccorsi, da cui nasce la consapevolezza di essere “creature”, bisognose della presenza del Creature, fa anche nascere il desiderio, quasi la necessità di dare soccorso, di dare aiuto al prossimo, e in questi giorni lo vediamo ancora più concretamente nei volti delle migliaia di profughi in fuga dalla guerra in Ucraina. 

La Puasa pranzo è anche un’occasione per scoprire, o riscoprire, un vero gioiello di arte come la chiesa di San Gaetano, edificio di origine medievale, quando era conosciuta come  San Francesco Piccolo ed era retta dai padri Umiliati,  a cui subentrarono i Teatini che ricostruirono le strutture del convento e della chiesa su progetto del grande architetto Vincenzo Scamozzi.  Le chiesa conserva un vero tesoro, opere di Pietro Damini, Alessandro Maganza, Bartolomeo Bellanno e in particolare il Paradiso, capolavoro di Guy Louis II  Vernansal e la Trafigurazione di Federico Zuccari.

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