Ecco come la Chiesa contribuisce alla pace in Colombia

Una delle tante marce per la pace in Colombia
Foto: Flickr
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È forse la trattativa più difficile. Perché l’Esercito di Liberazione Nazionale della Colombia (ELN), sin dal momento in cui è stato fondato negli Anni Sessanta e fino agli Anni Ottanta, si è fermamente opposto ad ogni forma di dialogo con il governo. Il fatto dunque che si sia aperta una fase pubblica di dialogo il 7 febbraio, a Quito, in Ecuador, tra il governo di Bogotà e i guerriglieri dell’ELN è di grande importanza. Così come il fatto che a questa mediazione partecipino i vescovi di Colombia, su richiesta esplicita dei guerriglieri.

È il segno che l’impegno della Chiesa è sempre più riconosciuto da tutti gli attori del territorio. Al primo incontro pubblico del 7 febbraio ha partecipato anche il vescovo Omar Sanchez Cubillos, della diocesi di Tibu. E l’evento è stato accompagnato da una nota dei vescovi colombiani. La nota ha rimarcato che il primo accordo per aprire il dialogo tra ELN e governo è stato firmato lo scorso marzo, 300 giorni fa, e che “in questo momento le due parti hanno completato le loro proposte, e queste comprendono anche una richiesta esplicita alla Chiesa di essere presente al processo appena iniziato”.

Perché è stato l’ELN a chiedere la partecipazione della Chiesa, e i vescovi hanno accettato di accompagnare "un processo che è di aiuto a molte persone dei nostri territori, in cui l'Eln è presente".

Oltre al vescovo di Tibu, saranno presenti ai colloqui come “facilitatori” anche i vescovi di Arauca, Quibdo, Istmina e Cali. Un impegno forte, verso l’obiettivo di chiudere ogni conflitto armato nel Paese con ogni gruppo di guerriglia.

Molti dei gruppi guerriglieri rivoluzionari che ancora oggi alimentano il conflitto sono nati tra il 1960 e il 1970, e si considera la loro nascita una risposta al mancato appello di amnistia rivolto dal generale Pinilla a tutte le componenti guerrigliere e al periodo di violenza diffusa nel Paese tra liberali e conservatori che si erano verificate dopo l’omicidio di Jorge Gaitan, il leader di un movimento populista in Colombia. Queste formazioni, quasi tutte con simpatie di estrema sinistra, avevano necessità di finanziarsi, e lo fecero con il traffico di coca, attirandosi le antipatie dei cartelli colombiani.

Le FARC sono il gruppo di guerriglia più conosciuto, ma gli altri non sono meno violenti. In particolare, l’ELN nacque nel 1964 per iniziativa di contadini e leader del movimento studentesco. Padre Camilo Torres, sociologo, che aveva cofondato la facolta di Sociologia dell’Universidad Nacional di Colombia con l’intenzione di articolare le teorie della Teologia della Liberazione nella lotta rivoluzionaria. Fu ucciso nel 1966, durante il primo conflitto. Nel 1995, una parte dell’ELN è fuoriuscita ed ha negoziato la resa attuale, mentre la parte attuale, a fianco alle FARC, rappresenta un soggetto del conflitto colombiano.

Dopo l’accordo di pace con le FARC – contestato comunque dalla base, perché il primo accordo includeva temi come l’ideologia di gender – parte in Colombia questo secondo processo di pace, che i vescovi contribuiranno a portare avanti. Nel Messaggio della 101.ma Assemblea Plenaria dei vescovi della Colombia è scritto chiaramente che i guerriglieri dell'ELN sono chiamati a "interpretare il desiderio di pace di tutti i colombiani, ad aprire le porte al dialogo e alla costruzione di un paese con la giustizia sociale assicurata dalla partecipazione politica e non dalle armi".

Chissà che questo non venga coronato in una visita di Papa Francesco in Colombia, che tutti attendono per il 2017?

 

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