Ecco come le Pontificie Opere Missionarie finanziano microprogetti in Africa

Lanciato Missio Invest, un fondo di impatto sociale gestito dalla Chiesa cattolica. Aiuterà migliaia di progetti in Africa

Il logo di Missio Invest, il progetto di investimenti in Africa delle Pontificie Opere Missionarie negli Stati Uniti
Foto: Missio Invest
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Con un fondo di impatto sociale che ha ottenuto un corposo prestito dal governo degli Stati Uniti, e un denso testo che ne spiega la ragione missionaria, e non solo finanziaria, le Pontificie Opere Missionarie degli Stati Uniti hanno dato un forte impatto ai loro progetti in Africa, lavorando per superare gli squilibri che permangono tra la Chiesa in Occidente e la Chiesa del Sud del mondo.

Un impegno che può essere considerato a tutti gli effetti un lavoro di “nuova evangelizzazione”, come spiega l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, nella prefazione al volume di padre Andrew Small, OMI, presidente delle Pontificie Opere Missionarie negli Stati Uniti.

Perché in questi mesi di pandemia, ha spiegato l’arcivescovo Fisichella, “si è scoperto quanto la persona sia fragile e debole”, tanto il virus non fa distinzione tra ricchi e poveri”, e dunque tutti siamo chiamati ad una comune responsabilità. Missio Invest, ha aggiunto l’arcivescovo, “sembra essere una risposta intelligente a questa chiamata alla responsabilità”.

Missio Invest è stata fondata nel 2014. Lavora attraverso una vasta reste di imprese agricole, fornisce formazione, assistenza tecnica e capitale di investimento per progetti in Africa che puntano a migliorare la sicurezza alimentare, sostenere l’occupazione locale e aumentare la resilienza climatica.

Attraverso il Missio Invest Social Impact Fund (MISIF), Missio Invest fornisce formazione, assistenza tecnica e capitale di investimento per migliorare la sicurezza alimentare, sostenere l'occupazione locale e aumentare la resilienza climatica.

Gli investimenti del Fondo consentono inoltre alle partecipate di generare un reddito ricorrente stabile, che sostiene ed espande le loro scuole, ospedali e altre istituzioni sociali, al servizio dei bisogni delle comunità, prendendosi cura dei più vulnerabili e rafforzando le operazioni di servizio sociale esistenti. MISIF fornisce anche agli istituti finanziari locali affiliati alla Chiesa investimenti e consulenza per aumentare le offerte ai gruppi svantaggiati. Questi investimenti aiutano i beneficiari a fornire finanziamenti a prezzi accessibili e servizi bancari a donne, giovani e comunità rurali, tra gli altri, garantendo anche la sostenibilità finanziaria a lungo termine delle entità locali.

Al momento Missio Invest ha fornito 38 prestiti, per un totale di 4,3 milioni di dollari investiti in 36 business agricoli in Kenya, Malawi, Nigeria, Tanzania, Uganda e Zambia, una istitutzione microfinanziaria in Nigeria e una scuola in Tanzania.

L’obiettivo è quello di distribuire nei prossimi cinque anni prestiti ad almeno 200 imprese, nella maggior parte dei casi agricole, per un ammontare di circa 40 milioni di dollari. In questo modo, si inietteranno circa 28 milioni di dollari nelle economie locali creando 18.500 posti di lavoro, formando 36.600 piccoli fattori (la metà delle quali donne) e gestendo in maniera sostenibile più di 4 milioni di chilometri quadrati di terreni agricoli, servendo 19,6 milioni di persone attraverso 9.100 istituzioni sociali, incluse 6.300 scuole e 950 strutture sanitarie.

È un progetto in cui ha creduto lo U.S. International Development Finance Corporation (DFC), l’istituzione finanziaria per lo sviluppo del Governo Federale degli Stati Uniti. che concesso un prestito di 20 milioni al MISIF per sostenerne i prestiti agli istituti di agricoltura, inclusione finanziaria, sanità e istruzione nell'Africa subsahariana.

L'investimento DFC si unisce a un pool di capitale misto di investitori che consentiranno investimenti in aziende agricole, nonché microfinanza, istruzione e istituzioni sanitarie. Missio Invest prevede di prestare 40 milioni di dollari ad almeno 240 imprese nei prossimi cinque anni.

Padre Small ha sottolineato che "Missio Invest sta raggiungendo le comunità di imprenditori poco servite e spesso trascurate in Africa, circa il 40% dei quali sono donne, che riteniamo siano veri agenti di cambiamento che generano crescita economica per il bene comune nel continente".

L’amministratore delegato del progetto ha sottolineato anche che “a differenza delle sovvenzioni, i prestiti del MISIF agiscono come investimenti catalitici, aiutando le partecipate a creare entrate locali ricorrenti per sostenere ed espandere i loro programmi di servizio sociale”, e che l’investimento della DFC “sia una testimonianza della forza del nostro modello di Impact Investing”.

Sbaglierebbe, però, chi penasse che Missio Invest è semplicemente un progetto di investimento e di fondo di impatto sociale. C’è una filosofia, dietro, che è tutta basata sulla Dottrina Sociale della Chiesa.

Si legge nel testo che ne spiega le linee guida che “sottoponendo l'orizzonte in espansione dell'attività umana nel settore finanziario alle richieste di chàris, Missio Invest si propone di evangelizzare le attività di investimento secondo la loro messa in pratica e i loro effetti.”.

Evangelizzare le attività di investimento significa anche valorizzare la Chiesa indigena, aiutando le persone delle comunità. Questo per cinque motivi: provengono dalle comunità che servono e vi rimarranno; appartengono a una rete più ampia di esperti a cui possono rivolgersi nel momento del bisogno; hanno un'interfaccia culturale senza soluzione di continuità con la comunità locale; sono motivati da una vocazione a servire gli altri che dura tutta la vita; la loro struttura gestionale è simile e replicabile in tutte le unità Ecclesiali.

Questa idea di sviluppo umano integrale fa scrivere all’arcivescovo Fisichella che l’idea di Missio Invest nasce dalla “passione per portare il Vangelo a tutti, senza escludere nessuno” .

E non a caso, il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione cita la parabola dei talenti, e spiega che “la chiamata alla responsabilità per l’annuncio del Vangelo richiede comunque l’esigenza della condivisione”.

Per l’arcivescovo Fisichella, Missio Invest indica “la strada di un capitalismo inclusivo in grado di riconoscere quanti sono deboli per guarire le ferite dell’emarginazione e dell’ingiustizia sociale”, offrendo “un correttivo all’esasperata convinzione dei mercati circa la teoria del ritorno finanziario degli investimenti”.

Da qui, la richiesta di “una radicale riforma del sistema finanziario globale”, necessaria “non solo per l’urgenza etica”, ma “soprattutto per gravi disagi che la pandemia porta con sé in maniera drammatica”, e anche per gli squilibri, se si considera che nei primi mesi drammatici della pandemia “i 643 miliardari degli Stati Uniti hanno aumentato del 29 per cento il loro patrimonio”, mentre “50 milioni di americani hanno perso il lavoro”.

Nel momento in cui c’è molta discussione anche riguardo gli investimenti della Chiesa – e la vicenda di Sloane Avenue a Londra è uno dei casi più eclatanti di oggi - c’è una Chiesa che invece sa investire ed attrarre investitori, come dimostra il progetto delle Pontificie Opere Missionarie. Lo fa non per beneficio personale, ma per dare corpo e sostanza alla sua attività caritativa. La finanza, in fondo, è solo un mezzo che serve alla Chiesa per portare avanti la sua missione.

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