El Portavoz, il ricordo in un libro di Joaquin Navarro-Valls

La conferenza stampa di presentazione
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Da ieri la sala giornalisti della Sala Stampa della Santa Sede è intitolata a Joaquin Navarro-Valls, direttore dal 1984 al 2006. Una targa è stata scoperta ieri pomeriggio in occasione della presentazione del volume “El Portavoz”, curato dal fratello del compianto direttore, Rafael Navarro-Valls. Il libro è stato presentato tra gli altri dal successore di Navarro, Padre Federico Lombardi e dall’ex vicedirettore Padre Ciro Benedettini. L’incontro è stato moderato dal Direttore ad interim, Alessandro Gisotti.

Per primo ha preso la parola il fratello di Navarro-Valls. Joaquin - ha raccontato Rafael Navarro-Valls - “ha percorso milioni di chilometri, facendo 20 giri del mondo, per più di 100 viaggi e oltre al ruolo di comunicatore è stato inviato speciale del Papa a Mosca, a L’Avana, dove preparò con Fidel Castro la visita a Cuba. E’ stato un un uomo leale a Dio, alla sua vocazione e al Papa”.

Padre Lombardi ha definito Navarro “grande maestro e amico. Non un modello da imitare pedissequamente, ma un modello inarrivabile da cui trarre lezioni e al quale ispirarsi, cercando poi il proprio modo di interpretare e vivere la sua funzione”.

Da direttore della Sala Stampa - ha aggiunto il religioso gesuita - ho voluto conservare “tutto quello che potevo del servizio meravigliosamente fatto da Joaquin e individuando formule che potessero rispecchiare il mio stile e il mio modo di comunicare”. Navarro ha saputo “accompagnare per anni con una comunicazione, trasparente, discreta, sensibile, attenta. Navarro è stata una stella che ha trovato perfettamente la sua collocazione e ha svolto il suo servizio in modo veramente unico”.

Chi ha lavorato per anni al fianco di Navarro è stato Padre Ciro Benedettini, suo vice. Joaquin Navarro-Valls “era duro, bisognava lavorare,  però - ha sottolineato il Padre passionista - aveva la capacità di farti sentire importante, quindi si lavorava con un certo entusiasmo, ti faceva capire che c’era una causa superiore. Era un grande uomo: il nostro era un rapporto di lavoro, e ho imparato moltissimo da lui. Il vicedirettore della sala stampa ai tempi di Navarro era il capo del personale. Dietro un grande uomo c’era una grande squadra: i collaboratori e lui aveva fiducia nei suoi collaboratori”.

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