Enrique Shaw, l’imprenditore argentino verso la gloria degli altari

La causa di beatificazione fu iniziata dal Cardinale Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires. Ora, Papa Francesco lo ha dichiarato venerabile

Una immagine del Venerabile Enrique Shaw
Foto: PD
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C’era anche Enrique Shaw nell’infornata di nuovi venerabili approvati da Papa Francesco. Ed è un dato che deve essere particolarmente piaciuto al Papa. Perché fu proprio il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, a dare il via nel 2005 alla fase diocesana della causa di beatificazione di questo imprenditore argentino e padre di famiglia, colpito dalla persecuzione anticristiana sotto il regime di Peron.

Di Enrique Shaw, Papa Francesco ha parlato nel 2015 nella sua intervista con Televisa, definendo “un ricco imprenditore argentino che era ricco, ma in maniera santa”. Di certo, da quando il Cardinale Bergoglio fu eletto Papa, ci fu un nuovo impulso alla causa di beatificazione.
Ma chi era Enrique Shaw? Nato nel 1921, Shaw cominciò i suoi affari subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1952, fondò l’Associazione Cristiana dei Dirigenti di Azienda. Fu anche tra i fondatori dell’Università Cattolica di Argentina, del Movimento Famigliare Cristiano, e fu presidente dell’Azione Cattolica Argentina.

Nel 1955, Shaw fu una vittima delle ondate anti-cattoliche della prima fase del governo Peron. Navarro Floria, primo postulatore della causa di beatificazione, ha raccontato come Shaw, anche dopo essere stato arrestato, mostrò il suo altruismo, regalando i materassi che la sua famiglia gli aveva portato ad altri prigionieri, così come il cibo.

Nella sua attività come imprenditore, Shaw stabilì un fondo pensioni e un sistema sanitario che potesse fornire ai 3400 lavoratori della sua azienda servizi medici, supporto finanziario in caso di malattia e prestiti per importanti eventi della vita, come matrimonio, nascita e morte.

La sua azienda fu venduta nel 1961 a un fondo americano, che decise di licenziare 1200 persone. Shaw soffriva già di un cancro allo stadio avanzato, che lo avrebbe portato alla morte l’anno successivo, ma si oppose strenuamente ai licenziamenti, proponendo piuttosto un piano di recupero fondi che avrebbe permesso di tenere tutti i lavoratori.

La fase diocesana della sua causa di beatificazione si era conclusa nel 2013, quando tutto il materiale riguardante Shaw era stato inviato a Roma e approvato dalla Congregazione per le cause dei Santi. La sua causa venne incoraggiata dal Cardinale Jorge Mejia, argentino, archivista e bibliotecario vaticano dal 1998 al 2003.

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