Europa, una riunione dei leaders religiosi per discutere di immigrazione

L'incontro della Commissione Europea e i leaders religiosi dello scorso 29 novembre
Foto: Commissione Europea
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Immigrazione, un focus per i leaders religiosi d’Europa. Lo ha ospitato la Commissione Europea, ed è il 12esimo appuntamento di alto livello organizzato dall’Unione Europea. L’incontro si è tenuto lo scorso 29 novembre.

Ospitato dal vicepresidente Frans Timmermans per la 12esima volta, il tema di quest’anno era “Migrazione, integrazione e valori europei”. I religiosi hanno discusso di vari temi: dalle sfide del populismo e dell’intolleranza alla questione dell’educazione, necessaria per migliorare l’educazione. Tutti i leaders religiosi sono stati d’accordo nel collaborare sempre più strettamente con la commissione per garantire l’adesione ai valori europei nel contesto della migrazione e dell’integrazione.

L’Europa dunque guarda alle religioni per rispondere alla crescente emigrazione. Frans Timmermans ha sottolineato che “i leaders religiosi svolgono un ruolo vitale nel favorire l’integrazione e la partecipazione di tutti i membri dei loro gruppi in Europa quali europei a pieno titolo, indipendentemente dalle loro origini e dal loro credo”. E Dimitris Avramopoulos, responsabile del portafoglio migrazione, ha sottolineato che “è essenziale coinvolgere tutte le comunità, comprese quelle delle varie religioni, per creare e mantenere una società coesa e inclusiva per tutti”.

In pratica, si tratta del tentativo delle istituzioni di coinvolgere le religioni nel processo di formazione europea. Ma davvero le religioni sono strumenti che possono essere usati dal mondo secolare? Oppure sono parte dell’identità europea?

Su questo si snoda l’eterna questione. In generale, Chiese e Commissione Europea fanno continuamente riunioni ad alto livello, e quello che ha avuto luogo il 29 novembre è il 12 di una serie di incontri lanciato nel 2005.

Per quanto riguarda il tema migrazione, la Commissione Europea ha adottato un piano di azione per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi lo scorso 7 giugno. Il piano non comprende solo azioni su istruzione, occupazione e accesso ai servizi, ma anche non discriminazione e inclusione sociale.

 

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