Famiglia: gioia per il mondo alla scuola di San Vincenzo de Paoli

Antonio Gianfico in un evento in Piazza san Pietro
Foto: famvin.org
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“Ci si potrebbe domandare: il Vangelo continua ad essere gioia per il mondo? E ancora: la famiglia continua ad essere buona notizia per il mondo di oggi? Io sono certo di sì! E questo ‘sì’ è saldamente fondato sul disegno di Dio. L’amore di Dio è il suo ‘sì’ a tutta la creazione e al cuore di essa, che è l’uomo. E’ il ‘sì’ di Dio all’unione tra l’uomo e la donna, in apertura e servizio alla vita in tutte le sue fasi; è il ‘sì’ e l’impegno di Dio per un’umanità tanto spesso ferita, maltrattata e dominata dalla mancanza d’amore. La famiglia, pertanto, è il ‘sì’ del Dio Amore”.

Così scriveva papa Francesco un anno nella lettera ‘Il Vangelo della famiglia: gioia per il mondo’ per invitare le famiglie a Dublino per il IX incontro mondiale in svolgimento fino al 26 agosto. Partendo dalla lettera abbiamo chiesto al presidente nazionale della Società di San Vincenzo de Paoli, Antonio Gianfico, recentemente nominato a Salamanca vicepresidente internazionale con incarico presso il Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita, di spiegarci in quale modo la famiglia può essere protagonista della ‘gioia per il mondo’:

“La famiglia è la prima cellula della società intesa come nucleo di persone che si ama e condivide un progetto di vita comune, il cui sviluppo si irradia sulla comunità tutta. La Società di San Vincenzo De Paoli, di cui mi pregio di fare parte, ha sempre avuto una marcata attenzione alla promozione della famiglia, anche come modello da seguire nella vita associativa.

Molte famiglie operano unite nella nostra realtà sperimentando insieme il servizio verso il più debole. Con la loro testimonianza le famiglie cristiane parlano agli altri e mostrano la bellezza del Vangelo, promuovendo nella società un modello di vita in cui nessuno si senta solo. Una società in cui risplendano i colori dell’umanità.

La famiglia quindi diventa evangelizzatrice e testimonia i propri valori non solo all’interno, ma anche ad amici, parenti, colleghi e a chiunque si accosti. I figli che crescono in queste famiglie di volontari diventano a loro volta volontari. E così la famiglia nata dall’amore porta altro amore a chi è meno fortunato. Ecco un bel modo di essere protagonisti”.

Nell’esortazione apostolica ‘Gaudete et exsultate’ papa Francesco ha invitato a scoprire la santità come fonte di gioia: in quale modo la famiglia può educare alla santità?

“Parlare di santità nella società odierna non è impossibile, ma sicuramente è difficile. Viviamo in una società consumistica ed individualista dove si rincorre il successo e il possesso di cose senza apprezzarne il valore, ma solo l’uso. La famiglia, parte centrale della società, vive gli stessi problemi. Non ci sono più attenzioni ai membri della famiglia nucleare e tanto meno agli anziani.

I genitori piuttosto che educare accontentano, oppure fanno a gara per promuovere l’affermazione sociale dei figli, solo assicurandosi che siano in linea con la moda del momento. La famiglia deve recuperare il proprio ruolo nel promuovere i valori dell’essere e non solo dell’apparire. Se la famiglia, in particolare quella cristiana, riscoprisse i valori della famiglia contadina del passato, la quale era riconoscente alla natura, quale creatura di Dio, per le possibilità che offre, diventerebbe un esempio di santità da imitare.

Una famiglia che promuove amore attraverso la crescita dei figli, attraverso l’amore per il mondo circostante, attraverso il rispetto per uomini e cose, attraverso un vissuto cristiano di testimonianza a quanti, talvolta spaventati di avere una vita di ‘santità’, si allontanano o si creano un modello proprio. Anche il sevizio al povero, fatto con amore, è un modo di contribuire ad una vita santa.

In tutti i luoghi dove si incontra la Società di San Vincenzo de Paoli si trova sempre un poster che ritrae una mano aperta con le dita colorate, con un volto sorridente sui polpastrelli, e uno slogan che lo caratterizza: ‘dare una mano colora la vita’. Questo a significare che fare del bene fa bene e ti fa bene. Uno slogan che i vincenziani portano nel proprio cuore unitamente alla loro famiglie”.

A lei è stato conferito anche l’incarico di amministratore per la canonizzazione del beato Federico Ozanam, fondatore della Società di San Vincenzo de’ Paoli ed ad ottobre ci sarà il Sinodo sui giovani: in quale modo Federico Ozanam invitava i giovani alla santità?

“’Vorrei che tutti i giovani di testa e di cuore si unissero in opere di Carità’. E’ una delle citazioni più ricordate di Federico Ozanam, che all’età di soli 20 anni fondò la Società di San Vincenzo De Paoli. Con lui altri sette amici che egli esortava a passare dalle parole all’azione e ad affermare con le opere la vitalità della fede.

‘Bisogna formare, scriveva, un'associazione di mutuo incoraggiamento per i giovani cattolici dove si trovi amicizia, sostegno ed esempio, dove si possa trovare un simulacro della famiglia religiosa nella quale si sia stati nutriti’. Ed è questo spirito che possiamo trovare ancora oggi in tutte le Conferenze di San Vincenzo De Paoli: un forte legame di amicizia, tra i soci e tra le persone in difficoltà che seguiamo. Una grande famiglia diffusa in 153 paesi del mondo.

La nostra associazione si preoccupa del giovane come persona; come persona alla ricerca di se stesso e della scoperta o riscoperta della missione evangelica che caratterizza il nostro carisma, alla ricerca di un percorso di servizio al fratello in difficoltà attraverso il quale mirare ad una vita di santità”.

In quale modo la Società San Vincenzo de Paoli è vicina alle famiglie?

“La peculiarità della Società di San Vincenzo De Paoli è la ‘visita a domicilio’: i nostri volontari si recano periodicamente nelle case delle famiglie che affianchiamo, portando un pacco di alimenti e qualche piccolo aiuto economico, cercando di rispondere alla prima richiesta di aiuto, consapevoli che quasi sempre dietro quella richiesta di aiuto materiale vi è un bisogno molto più grande.

In particolare si dà attenzione alla persona che non è semplicemente un numero o un nome scritto su un fascicolo, ma ha una sua identità. La Società di San Vincenzo De Paoli offre sostegno empatico alle persone che il Signore ci consente di incontrare, le affianca nell’affrontare le difficoltà, condivide con loro sofferenze e speranze, le accompagna in un percorso di crescita personale finalizzato a riconquistare autonomia e dignità”.

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