Fiorisce una università cattolica in Indonesia

La nuova università cattolica a Flores, in Indonesia
Foto: PD
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L’Indonesia è il più grande Paese islamico del mondo. Lì i cristiani sono 8 milioni, a fronte di una popolazione di 230 milioni di persone. Conosciuta per lo spirito di grande tolleranza, l’Indonesia è recentemente diventata nel corso degli anni un posto sempre più difficile per i cristiani, e specialmente per i preti, cui è impedito anche di portare la talare. Per questo, la fondazione di una università cattolica nel Paese è di estrema importanza.

L’Università Cattolica è la prima fondata nell’isola di Flores, l’isola con maggiore presenza cattolica dell’arcipelago indonesiano.

L’università è stata formalmente inaugurata il 26 maggio del ministro dell’Educazione in Indonesia, e sarà gestita dalla diocesi di Ruteng. Nel corso dell’inaugurazione, il ministro Mohamed Nasir ha sottolineato che, con la fondazione dell’università, Chiesa Cattolica e governo locale daranno attenzione allo sviluppo dell’educazione nella regione.

Il governo centrale incoraggerà lo sviluppo dell’università, ha detto il ministro, perché “tutti i nostri bambini devono avere educazione di qualità. In particolare, il ministro si è raccomandato che l’università produca laureati che promuovano la tolleranza e combattano l’estremismo.

Il vescovo Silvestro San, amministratore apostolico della diocesi di Ruteng, ha invece sottolineato che l’università sia parte della responsabilità della Chiesa di educare future generazioni e supportare i programmi di governo volti a migliorare la qualità delle risorse umane.

Rettore dell’Università è stato nominato padre John Boylon, il quale ha messo in luce che la comunità cattolica ha atteso a lungo una università, progettata anche per rispondere alle esigenze della popolazione: molti cittadini sono fattori, e dunque l’università ha una università di agricoltura.

La nuova università ha circa 4000 studenti, l’80 per cento dei qual viene da famiglie disagiate.

L’Indonesia fu evangelizzata da olandesi e portoghesi, e scuole e strutture sanitarie cattoliche sono presenti in tutto il Paese. Sono otto le università cattoliche, cui si aggiunge l’università di Fleres. I cristiani sono liberi di praticare il loro culto, non sono costretti a partecipare alla preghiera islamica e hanno la sola restrizione di dover chiedere un permesso governativo per erigere una chiesa.

Ci sono 300 diverse confessioni cristiane nel paese, ma la tolleranza religiosa ha cominciato a scricchiolare negli Anni Novanta. Ogni Stato dell’Indonesia ha potestà legislativa – l’Indonesia e federale – e questo ha permesso ad alcuni Stati di approvare norme discriminatorie contro i cristiani. Nel solo 1999, sono stati introdotti 150 nuovi regolamenti restrittivi regionali, e nel 2001 è stata introdotta la sharia nella provincia autonoma di Aceh, e nel 2009 vi è stata persino ripristinata la lapidazione degli adulteri, mentre in generale è diventato sempre più difficile costruire nuove chiese, mentre 600 chiese sono state chiuse o sgombrate dal 1990 al 2001, e una folla di estremisti musulmani ha attaccato una chiesa cattolica, bruciato due chiese protestanti e assaltato un orfanotrofio cattolico e un centro sanitario gestito dalle suore della Divina Provvidenza: questo in seguito al processo di un cristiano accusato di blasfemia.

Lo stabilimento di una università in questo contesto ha un forte significato: dimostra che la Chiesa cattolica continua la sua attività pastorale, nel mezzo di molte difficoltà.

 

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