Forum delle Famiglie: "L'Europa si fa soggetto etico a colpi di sentenze"

Il Presidente del "Forum", Francesco Belletti
Foto: Forum delle Associazioni Familiari
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L’Europa? Usa una “certa giurisprudenza” per farsi “soggetto etico, nel tentativo di imporre a colpi di sentenze alcuni valori e scelte specifiche, non solo al posto della politica, ma volendo condizionare anche la testa delle persone”.

E’ su questa “ricorrente tendenza” che il Forum delle Associazioni Familiari vuole dire la sua. La sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo “sul presunto deficit di tutela dei diritti di coppie di persone dello stesso sesso nell’ordinamento italiano” entra a pié pari in una discussione in atto da tempo: “sulla regolazione delle relazioni affettive tra persone dello stesso sesso – spiegano dal Forum - è oggi in atto un grande dibattito culturale e sociale, nel nostro Paese, e le opinioni presenti  sono fortemente polarizzate, così come molto articolato è il ventaglio di possibili soluzioni”.

“E l'identità stessa della famiglia – continua una secca nota del raggruppamento di Associazioni - è con chiarezza affidata, a livello europeo, all'autodeterminazione di ogni sistema nazionale. Quindi usare la sentenza della CEDU come grimaldello per non affrontare questo dibattito, per rendere obbligata una scelta di regolazione, è una scorciatoia che toglie spazi di democrazia e di dibattito, ed espropria la libertà e l'autonomia di un popolo di poter decidere da sé”.

“Tra l'altro stona un po', il ritornello "ce lo chiede l'Europa", se lo confrontiamo con le non entusiasmanti prove che ha dato di sé l'Europa in tante recenti vicende politiche ed economiche, come nella vicenda greca, oppure nella vicenda delle quote per gli immigrati nel nostro Paese”, continuano dal Forum delle Associazioni familiari.

“Affrontiamo con serietà il dibattito nel nostro Paese su famiglia, matrimonio e relazioni affettive, senza pregiudizi né fondamentalismi, dando voce e rispetto per tutte le posizioni presenti – la chiosa - E rispettiamo pure le sentenze dei Tribunali, anche europei, però con la libertà di poter esprimere il proprio dissenso, quando pretendono di costruire un pensiero unico”.

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