Fra Raniero da Sansepolcro, un cappuccino in terra umbra

Il convento dei Cappuccini a Spello
Foto: pubblico dominio
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Il 23 maggio 2018 le spoglie di un semplice frate minore venivano traslate, nel convento dei Padri cappuccini di Spello (PG) fra l'ammirazione e la devozione del popolo umbro.

Raccontare la vita di questo religioso è entrare, in punta di piedi, in una realtà fatta di semplicità e misticismo, ma quello vero e con la m maiuscola.

Sante Sfaldelli, questo il suo nome, nacque nel 1511 a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, in una famiglia di semplici ed umili origino. Fin da piccolo è un ragazzino buono ed assennato, tanto che ammirando la vita di penitenza e gioia dei Frati minori cappuccini, vi chiede l'ingresso come semplice fratello laico. Era il 1531.

Terminato l'anno di noviziato e mutato il nome, secondo l'uso di questa famiglia religiosa, diviene fra Raniero da Sansepolcro. Da questo momento seguirà alla lettera quanto la Regola francescana, resa ancor più puntuale dalla Riforma cappuccina, chiedeva ai suoi membri.

Svolgerà la sua esistenza nella faticosa questua e nella preghiera. Profondo il suo amore alla Madre di Dio ed Gesù bambino. Leggendola sua storia sembra che, in terra di Umbria, in quegli ani riviva il fiero spirito della prima comunità francescana, raccontata nei Fioretti. Altruismo, semplicità ed una speciale propensione per i poveri e gli umili, furono i frutti del suo lavoro.

Vero seguace del Padre San Francesco, darà la sua testimonianza, al mondo, che gli stava innanzi con la semplicità del religioso e l'allegria dell'innamorato di Dio.

Ebbe differenti doni mistici fra cui, anche visioni.

Spirò il 25 agosto 1589 guardando al cielo come metà del francescano ed anelito a Dio.

Nel 1628 fu aperto il processo per la causa di beatificazione che, tutt'ora, raccoglie importati dati.

 

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