Frutta, ortaggi e spezie di terre lontane coltivate in Italia dai richiedenti asilo

Una immagine di una realizzazione di Linaria che partecipa al progetto
Foto: linariarete.org
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L’integrazione è come un fiore, va coltivata. E così nasce un  progetto, frutto della sinergia tra i Gruppi di Volontariato Vincenziano, la Congregazione della Missione, la Società Cooperativa Tre Fontane, l’Associazione no-profit Linaria ed alcuni privati.

Il progetto è frutto, degli incontri avvenuti durante il Giubileo dei 400 anni del carisma vincenziano. “Coltiviamo l’integrazione - fiori e frutti in terra d’asilo” consiste nella riqualificazione e la valorizzazione di circa due ettari di terreno incolto di proprietà della Congregazione della Missione a Roma, in via dei Capasso 30, dove verranno coltivate varietà botaniche particolari, che possano rispondere a un mercato ancora poco conosciuto ma sicuramente in espansione.

Questo consentirà di procedere alla qualificazione delle competenze professionali di un gruppo di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e umanitaria, regolarmente soggiornanti a Roma al fine di un loro inserimento nel tessuto sociale e lavorativo cittadino. Un’iniziativa dunque che è al tempo stesso una sperimentazione per il suo evidente impatto sociale, economico e ambientale con la potenzialità di diventare un progetto pilota replicabile in altre realtà urbane nazionali.

Un seminario che è in corso fino a sabato 3 marzo, si è aperto alla presenza del  Superiore Generale della Congregazione della Missione, Padre Tomaz Mavric. A sostenere l’iniziativa il Comune di Roma ed il Servizio Centrale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, che hanno contribuito a permettere la realizzazione dell'iniziativa, valutandola come opportunità rilevante per il territorio.

Tra i partecipanti 35 studenti universitari e professionisti di diverse discipline che studieranno e analizzeranno insieme tutte le potenzialità del progetto.

L’idea è quella di creare un vivaio e un grande orto nel quale si coltiveranno ortaggi, erbe aromatiche e piccoli frutti. Accanto a verze, insalate e pomodori potranno crescere anche cardamomo, coriandolo, okra e altri ortaggi ed erbe aromatiche legate alla cultura di provenienza dei beneficiari del progetto. Si prevede la produzione stagionale di prodotti freschi, sani e saporiti, coltivati esclusivamente utilizzando tecniche biologiche. Alcuni prodotti potranno essere elaborati direttamente dai beneficiari per preparazioni come sali e zuccheri aromatizzati.

La proposta formativa sarà completata da alcune lezioni sulle tematiche dell’agricoltura urbana, sulle realtà italiane legate al collezionismo botanico grazie a Gaia Zadra, direttrice del Festival del Verde e del Paesaggio di Roma.

Fondamentale anche la creazione di un marchio che possa rendere i prodotti riconoscibili e che identifichi chiaramente il luogo, le piante, e tutti i futuri prodotti per creare un progetto coerente e riconoscibile che racconti in maniera efficace questa specifica realtà.

 

 

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