Gambino alla FAFCE: “La famiglia alle basi della cultura europea”

Foto di gruppo al termine dell'incontro di alto livello al Parlamento Europeo, 6 novembre 2018. Sulla destra, Antoine Renard, presidente della FAFCE. Alla sua sinistra, Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero Laici, Famiglia e Vita
Foto: Twitter @fafceinfo
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Il Papa ha chiesto al Dicastero Laici, Famiglia e Vita di “collaborare con la Chiesa nel ricostruire una autentica cultura della vita e della famiglia all’interno delle grandi sfide della post modernità”. Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero Laici, Famiglia e Vita, lo ha sottolineato a Bruxelles, dove lo scorso 6 novembre ha preso parte ad una conferenza di Alto Livello su “Famiglia: ecosistema di una vita culturale in Europa”.

La Conferenza è stata promossa dalla FAFCE, la Federazione di Associazioni Familiari che raggruppa tutti le associazioni famigliari cattoliche e che ha celebrato la scorsa settimana la sua plenaria biennale. La coferenza è stata ospitata dagli europarlamentari Anna Zaborksa e Luigi Morgano.

Alla viglia delle elezioni europee di maggio, mentre Papa Francesco dedica il messaggio per la Giornata Mondiale della Pace alla buona politica, l’intento è quello di rimettere la famiglia al centro della proposta culturale del continente, prendendo come spunto il fatto che la famiglia, al di là di ogni implicazione sociale e morale, ha anche un peso economico e un peso culturale.

Il dicastero Laici, Famiglia e Vita ha abbracciato questo approccio. La professoressa Gambino ha sottolineato che il dicastero “è attento ad alcune delle più delicate sfide” sul tema della famiglia, e in particolare sullo svilupparsi di nuove forme di cosiddetta genitorialità come per esempio quelle che scaturiscono dalla fecondazione assistita.

La famiglia – ha detto la professoressa Gambino – “è fonte della società perché è alle radici del bene comune”, ma anche perché “è il posto in cui l’uomo viene cresciuto culturalmente, e in cui ognuno di noi diventa ogni giorno più umano dal momento del concepimento”.

La professoressa Gambino ha sottolineato che, in questa logica, il matrimonio è una istituzione importante, fatta per la protezione dell’uomo, perché garantisce giuridicamente due ordini: l’ordine della sessualità e l’ordine della generatività.

L’ordine della sessualità – ha spiegato la professoressa Gambino – deve avere luogo esclusivamente tra due sposi, mentre “l’ordine della generatività stabilisce i ruoli famigliari che vengono solo dal matrimonio”. E per questo il matrimonio non è solo “una istituzione sociale della coppia”, ma è allo stesso tempo forte nel generare ruoli culturali che vanno al di là degli sposi”.

Alla fine, l’essere umano è “soggetto a relazioni, che hanno bisogno di altri e di forti legami”, e “se i legami sono fragili, la necessità dell’uomo di avere radici non è soddisfatta”, ha detto la professoressa Gambino. E questa è la ragione per cui “è importante lavorare sul campo politico in modo che la famiglia sia un posto di certezza e stabilità”.

Nello stesso convegno, l’arcivescovo Jean Claude Hollerich di Lussemburgo, presidente della COMECE, ha messo in luce come la famiglia “sia il più antico fondamento su cui è basata la società umana e il primo posto in cui si trova protezione, aiuto, solidarietà e altruismo”.

Parlando della sua esperienza al Sinodo dei vescovi sui giovani, l’arcivescovo di Lussemburgo ha sottolineato che “i giovani hanno il desiderio di vivere in famiglia, ma, nonostante questo profondo desiderio di avere una famiglia, i giovani sono spaventati”, sia a causa delle situazioni economiche, sia a causa delle migrazioni che rendono tutte le relazioni più instabili, sia per la eventuale incapacità a vivere una vita coniugale”.

La famiglia, ha concluso l’arcivescovo Hollerich, è davvero cruciale perché “senza famiglia, l’eredità culturale europea non sarà più abitata, e le persone non saranno più capaci di creare cultura”.

Nelle dichiarazioni conclusive, padre Oliver Poquillon, segretario generale della COMECE; ha sottolineato che “la famiglia è l’ecosistema naturale dell’essere umano, e per questo deve essere al cuore del nostro dibattito politico”.

Antoine Renard, presidente della FAFCE, ha quindi sottolineato che “i politici devono fidarsi delle famiglie, e solo così le famiglie si fideranno di loro”.

Dopo l'incontro, si è riunito il board della FAFCE, per la prima volta con un membro che proviene dalla Slovenia, l'Istituo Iskreni, mentre la Federazione Italiana delle Scuole Materne è stata accettata come membro. Antoine Renard è stato confermato alla presidenza dell'organizzazione. 

 

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