Georgia, Santa Sede: 25 anni di relazione diplomatiche per la difesa dei diritti

La copertina del libro
Foto: Studium Edizioni
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L’anno che si è appena concluso è stata ricco di appuntamenti diplomatici per la Santa Sede. A partire dalla apertura della sede dell' Ambasciata dello Stato di Palestina, fino alla celebrazione dei 25 anni delle relazioni diplomatiche con diverse nazione dell’ ex blocco sovietico. Una in particolare ha voluto celebrare l’evento con la pubblicazione di un volume di studio in italiano anche per ringraziare il Papa del suo viaggio: la Georgia.

“ Roma e i georgiani” è il titolo del volume di Edizioni Studium curato dall’attuale ambasciatore di Georgia presso la Santa Sede, la professoressa Tamar Grdzelidze. “ Le relazioni tra la Georgia e la Santa Sede sono particolari - ha spiegato l’ambasciatore presentando il libro - La Georgia è un paese dove la popolazione cattolica è meno dell’ uno per cento, attualmente la più bassa da secoli, ma noi riceviamo attenzioni da parte della Santa Sede. La nostra è stata una delle prime ambasciate aperte dopo la ritrovata indipendenza nel 1991”.

Il volume racconta tutta la storia di un paese tanto lontano da Roma che pure è stato romanizzato, e soprattutto il rapporto con il Papa e la Sede Apostolica.

Un rapporto consolidato in epoca contemporanea dalla visita di due Pontefici: Giovanni Paolo II nel 1999 e Francesco nel 2016.

Dei viaggi si parla brevemente nella introduzione del volume, ma più affascinante è ripercorrere le vicende della piccola Chiesa cattolica nel XX secolo a partire dalla fondazione di un monastero cattolico georgiano in onore della Madonna di Lourdes nel 1861 a Costantinopoli. La storia del secolo arriva poi al fatidico 1991 quando Giovanni Paolo II benedice due giovani che intraprendono il cammino del sacerdozio.

Ma ancora oggi la Georgia vive conflitti politici che non sembra facile risolvere.

La quesitone dell’ Ossezia fa ricordare all’ Ambasciatore che la “politica della resistenza non violenta alla politica di occupazione di territori, porterà alla normalizzazione in quelle zone dove sono imposti divisioni e tormenti. E il supporto della comunità internazionale è vitale per portare giustizia al popolo che soffre”.

Del resto anche la Santa Sede conosce bene la nuove sfide della diplomazia nella regione, come ha ricorda l’arcivescovo Gallagher, responsabile dei Rapporti con gli Stati,” per arricchire relazioni con gli Stati Moderni e portare il suo sostegno alla costruzione di un a pacifica coesistenza e la promozione della giustizia e del bene comune”.

E’ da ricordare che dal 2009 la Georgia ha conferito al Nunzio Apostolico l’ufficio di decano de iure del Corpo diplomatico accreditato a Tbilisi, una singolare distinzione tra i paesi ortodossi dell’ex blocco sovietico eccetto la Lituania e la Romania.

“ La Sante Sede- ha detto Gallagher- continua ad offrire il suo sostegno alle iniziative che promuovono rispetto per i diritti sovrani di ogni stato, nella cornice del diritto internazionale, desiderando di rafforzare futuri contatti e collaborazioni soprattutto per la promozione di valori etici, giustizia e pace”.

Il libro voluto dall’ Ambasciata di Georgia diventa così un mezzo diplomatico oltre che di conoscenza storica di un paese. La diplomazia che si fa con la conoscenza dei fatti, e la memoria storica che permette ad un popolo apparentemente tanto lontano da Roma di guardare al futuro con occhi europei.

 

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