Giornata del Malato a Roma, la Messa al Santuario mariano del Divino Amore

Al Divino Amore la Celebrazione per la Giornata diocesana dedicata ai malati e ai sofferenti

Mons. Paolo Ricciardi, vescovo delegato del Centro per la Pastorale Sanitaria della Diocesi di Roma
Foto: Diocesi di Roma
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La Giornata mondiale del malato viene celebrata ogni anno l’11 febbraio, memoria liturgica della Madonna di Lourdes. Ma la diocesi di Roma, in questo 2020, invita tutti i fedeli per domenica 9 febbraio, al Santuario mariano del Divino Amore, per la Giornata diocesana del malato, organizzata dal Centro diocesano per la pastorale sanitaria con l’Opera romana pellegrinaggi e l’Unitalsi.


"Un appuntamento per tutti gli ammalati, i loro familiari, i volontari, i medici, gli operatori sanitari, in modo tale che la ricorrenza dell’11 venga celebrata invece dalle singole parrocchie e comunità", riporta un comunicato stampa ufficiale della Diocesi.


I fedeli sono attesi per le ore 15.30, quando prenderà il via un momento di preghiera e testimonianze guidato dal vescovo delegato per la Pastorale sanitaria nella diocesi di Roma, monsignor Paolo Ricciardi, nel ricordo di san Giovanni Paolo II, nel centenario della sua nascita.


Seguirà quindi, alle ore 16, la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Dopo la Messa, dal Santuario Nuovo partirà una fiaccolata fino al Santuario Antico.


Uno schema che si ripeterà la seconda domenica di ogni mese, da marzo fino a giugno, sempre al Santuario mariano di Castel di Leva: sarà infatti istituita una speciale Messa per i malati a cui seguirà la processione.


“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. Questo il tema della ventottesima Giornata mondiale del malato, che "ci fa immaginare lo sguardo di Gesù sull’umanità ferita, sui tanti malati che la folla portava a lui affinché li guarisse -  dice il vescovo Ricciardi al Vicariato di Roma - e rientra perfettamente nel tema diocesano di quest’anno, incentrato sull’ascolto del grido dei poveri e dei sofferenti, degli ammalati. Ma nel messaggio di Papa Francesco per la Giornata – prosegue – c’è anche l’invito a farci noi stessi consolazione per gli altri, a far sì che le nostre ferite divengano delle feritoie attraverso le quali guardare alle sofferenze del prossimo. Solo se consolati da Cristo possiamo essere noi stessi consolazione per gli altri".

 

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