Giornata del Malato, la CEI: "ad essere chiamata in causa è la coscienza di tutti"

Appello del Cardinale Bassetti in vista della XXX Giornata Mondiale del Malato, il prossimo 11 febbraio

Il Papa saluta gli ammalati (gen. 2018)
Foto: Daniel Ibanez CNA
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 “Ad essere chiamata in causa è la coscienza di tutti, credenti e non: della società, della cultura e della politica. Ancora oggi il diritto alla cura di molte persone fa fatica a trovare le risposte necessarie e la pandemia ha acutizzato ulteriormente la difficoltà delle fasce più povereVogliamo richiamare l’attenzione su quanti stanno percorrendo l’ultimo tratto della loro esistenza, trovandosi nello stadio terminale di una grave patologia”. Lo ha detto il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, ricordando l’imminente celebrazione della XXX Giornata del Malato in calendario il prossimo 11 febbraio.

“Siamo grati ai Centri di cure palliative presenti sul territorio – ha aggiunto - che svolgono un prezioso servizio nel prendersi cura dei malati più gravi fino al termine naturale della loro esistenza. Il numero di tali strutture è ancora insufficiente rispetto al bisogno; pertanto, auspico che ci sia la necessaria attenzione a quanti vivono situazioni di estrema fragilità oltre che un adeguato sostegno alle realtà che li accompagnano con dedizione”.

“Come infatti sottolinea Papa Francesco nel messaggio per la Giornata del malato – conclude il Cardinale Bassetti - anche quando non è possibile guarire, sempre è possibile curare, sempre è possibile consolare, sempre è possibile far sentire una vicinanza che mostra interesse alla persona prima che alla sua patologia”.

 

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