“Giornate dei Cattolici”in Germania, da Münster la richiesta dell’intercomunione

La locandina dell'evento Katholikentag
Foto: Katholikentag
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Fino al 13 maggio la città di Münster, nella Westfalia, ospita – sotto il motto “Suche Frieden” (“Cerca la pace”) - la 101. Edizione del “Katholikentag” (“Giornate dei cattolici”), un appuntamento che da 170 anni, una volta ogni due, richiama, ad ogni edizione in una città diversa della Germania, «persone che vogliono vivere il Vangelo, pregare insieme, fare festa e discutere».

Diocesi tedesche, ordini religiosi, organizzazioni nazionali ed internazionali presentano se stessi e le proprie attività con stand informativi e convegni a tema. Il programma di eventi – raccolto in un libro di circa 630 pagine – prevede, fino a domenica, oltre 1.000 tra eventi, appuntamenti e convegni, tra i quali, i 50 mila visitatori con biglietto permanente e i circa 21 mila visitatori giornalieri mediamente previsti, troveranno perfino lezioni di scherma e di ballo, spettacoli di “cabaret ecclesiale” e celebrazioni eucaristiche su pedalò sul lago Aasee. A prendersi cura di loro duemila volontari venuti da tutto il paese, con una forbice di età compresa tra i 16 e gli 80 anni.

Per i cattolici un’occasione per incontrarsi, farsi conoscere e conoscersi. Secondo recenti stime della Conferenza episcopale tedesca sono 23,6 milioni i membri della Chiesa cattolica in Germania su un totale di 82,5 milioni di abitanti (nel 1950 erano 23,2 milioni su una popolazione di 69 milioni di abitanti). Sono mediamente 2,4 milioni i cattolici praticanti che ogni domenica prendono parte alla messa, 500 mila i volontari che impiegano il loro tempo libero in attività ecclesiali. Le Chiese cattolica e protestante sono, insieme, il primo datore di lavoro in Germania con circa 1,5 milioni di persone impiegate. Ben 617 mila impiegati lavorano presso la Caritas, organizzazione che in Germania gestisce 537 tra ospedali e ospizi.

Giovedi mattina, davanti a 25 mila persone, il vescovo di Münster, Felix Genn, ha celebrato la Messa in occasione della festa dell’Ascensione nella piazza del Castello di Münster, città che ha già ospitato la manifestazione nel 1852, nel 1885 e nel 1930. Ieri sera alle ore 18, sempre nella piazza del Castello, l’apertura del Katholikentagcon con il tradizionale discorso del Presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, che ha criticato la decisione del Ministerpräsident del Bayern, Markus Söder, di appendere una Croce in ogni ufficio pubblico: "Per me è ovvio che la Germania non può comprendere la propria cultura a prescindere dalla sua storia cristiana. Nel nostro paese, chiese e simboli cristiani in spazi pubblici sono normali. Ciò che però manca la domenica nelle messe, non può essere riempito con una croce negli uffici pubblici. Lo Stato non deve fare della religione uno strumento della politica".

Il Presidente, di confessione evangelica e sposato con la giurista cattolica Elke Büdenbender, ha raccolto inoltre un fragoroso applauso da parte dei 25 mila spettatori presenti in piazza quando dal palco ha pubblicamente chiesto a Papa Francesco il consenso per "una comune crescita ecumenica e per esprimere la comune fede cristiana anche con la comune partecipazione [di coniugi interconfessionali] alla Comunione".

Il vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer - che lo scorso giovedì 3 maggio ha preso parte a Roma all’incontro sull’intercomunione tra vescovi tedeschi, Congregazione per la Dottrina della Fede, Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi - ha chiesto invece di non utilizzare il Katholikentag come occasione e mezzo di pressione su questo tema: "Sarebbe un falso segnale, se le “Giornate dei cattolici” avanzassero nel dibattito pubblico le ben note richieste politico-ecclesiali. In particolare avverto sul pericolo di non sfruttare l’attuale occasione per far aumentare la pressione sul dibattito intorno alla ricezione della Comunione per coniugi evangelici in matrimoni interconfessionali". Il presule attende invece da Münster "chiari segnali in ambiti in cui i cattolici possono influenzare la vita sociale": la difesa della vita, le politiche famigliari, la concezione del matrimonio come unione tra uomo e donna e l’impegno per l’equità sociale.

Papa Francesco ha fatto pervenire un messaggio di auguri ai partecipanti del Katholikentag con il desiderio che la “ricerca della pace” - il motto dell’edizione di quest’anno tratto dal Salmo 34 - possa coinvolgere tutto il mondo e ogni settore della vita sociale. 

Ti potrebbe interessare