Giubileo carismatico, Papa Francesco al Circo Massimo per l’ecumenismo spirituale

Papa Francesco durante l'incontro con RnS allo Stadio Olimpico l'1 giugno 2014
Foto: You Tube
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Dalla partecipazione all’udienza generale di Papa Francesco il mercoledì alla Messa di Pentecoste di domenica, passando per il momento culmine, la veglia di Pentecoste del sabato che si terrà al Circo Massimo, presieduta dallo stesso Papa Francesco: così il Movimento Carismatico si prepara a festeggiare il suo Giubileo d’Oro.

Saranno 30 mila le persone che arriveranno a Roma in questi giorni – tra loro 600 sacerdoti e 50 vescovi – e provengono da 130 Paesi diversi. Vengono a celebrare i cinquant’anni di un movimento nato dall’esperienza dell’effusione dello Spirito vissuta da alcuni studenti dell’Università di Duquesne, negli Stati Uniti, e poi rapidamente diffusosi.

È un Giubileo voluto fortemente da Papa Francesco, che lo convocò durante l’adunata di Rinnovamento nello Spirito allo Stadio Olimpico  l’1 giugno del 2014. Da allora, molte cose sono cambiate. Si è cominciato un movimento di unione all’interno degli stessi movimenti carismatici cattolici. Ci sono due organizzazioni con riconoscimento pontificio: l’International Charismatic Renewal Services, presideuto da Michelle Moran, e la Catholic Fraternity, presieduta da Gilberto Gomes Barbosa. Ora, le due organizzazioni condividono lo stesso ufficio, in piazza San Calisto, con la prospettiva di arrivare ad una fattiva unità.

Intanto, il primo obiettivo del Giubileo è di rafforzare il cosiddetto “ecumenismo spirituale”. Quello, cioè, di andare al di là delle questioni dottrinali, e sperimentare innanzitutto l’unità suscitata dallo Spirito Santo. Salvatore Martinez, presidente di Rinnovamento nello Spirito, sottolinea che con questo evento “l’ecumenismo spirituale troverà spazio nel cuore del Papa”.

Martinez guarda all’evento di speranza, perché non riguarda solo “le decine di milioni di cattolici toccati dalla grazia”, ma anche “il risveglio spirituale che si è sperimentato nella tradizione evangelica e nelle chiese sorelle ortodosse”.

È difficile da definire quanti saranno i rappresentanti che arriveranno dal mondo evangelical, sottolinea Michelle Moran. Ci sono 300 leaders evangelici invitati, e durante la Veglia di Pentecoste ci sarà un dialogo a due tra il Pastore Giovanni Traettino, un amico del Papa che visitò la sua comunità a Caserta nel 2014, e padre Raniero Cantalamessa, predicatore pontificio.

Papa Francesco conobbe Traettino nel 2006 a Buenos Aires, durante un dibattito, e da allora il dialogo non è mai terminato. Un dialogo che il Papa porta avanti con molti rappresentanti del mondo “evangelicals”. Basti pensare che nel 2014, oltre alla visita alla comunità del Pastore Traettino, il Papa aveva partecipato l’1 giugno alla Convocazione di Rinnovamento nello Spirito allo Stadio Olimpico, il 4 giugno aveva incontrato privatamente a Santa Marta una delegazione di evagelicals che includeva il televangelista Joel Osteen, il pastore Tim Timmons e Gayle D. Beebe, presidente dell’Evangelical Westmont College, mentre il 24 giugno aveva ricevuto tra gli altri i pastori James Robinson, James Copeland, e Anthony Palmer buon amico del Papa poi deceduto in un incidente di moto.

Questi incontri a Santa Marta proseguono, si racconta, anche se appartengono alla sfera degli incontri privati del Santo Padre, e non vengono mai annunciati.

Viene da qui anche la voglia di Papa Francesco di convocare tutti al Circo Massimo per questo evento.

Si tratta – sottolinea Martinez – di “un Giubileo di comunione, di unità e di carità”. Per quest’ultimo aspetto, da segnalare che una sezione del Circo Massimo sarà destinata a senzatetto, quelli che vengono serviti nei dintorni di San Pietro da una comunità carismatica.

Come si strutturerà il triduo verso la Pentecoste? Spiega Michelle Moran che il mercoledì ci sarà la partecipazione all’udienza generale. Ogni giorno, sarà celebrata l’Eucarestia in una delle maggiori basilica: a Santa Maria Maggiore il mercoledì, due grandi eventi a San Giovanni in Laterano il giovedì con la celebrazione dell’eucarestia il giovedì, quindi il momento di condivisione al Circo Massimo il venerdì, in attesa dell’arrivo del Papa la sera del sabato per la veglia.

Se questo sarà un grande momento di ecumenismo spirituale, si spera comunque che porterà i frutti per l’ecumenismo pieno, che includa anche il campo dottrinale. Michelle Moran spiega che l’evento del Circo Massimo servirà soprattutto “a testimoniare la comunione che condividiamo, non parleremo di dottrina”; Gilberto Barbosa lamenta che “l’ecumenismo è lontano dall’accadere”, ma che perché avvenga non significa ci si debba “indottrinare gli uni gli altri”; e Martinez mette in luce come anche il Papa abbia sottolineato il “valore dell’ecumenismo spirituale” in un momento “in cui tante forme di ecumenismo battono la fiacca”, mentre la questione del Movimento Carismatico è “una risposta dal basso che supera i conflitti che ancora permangono”, e “di queste cose bisogna fare esperienza più che convegni”.

Conclude Martinez: “Qui ci sarà il G50, molto di più che il G7. Sono molte più di sette nazioni, c’è molta più gioia e molta più di restituzione di gioia agli uomini”.

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