Giugno antoniano. Una cena con i poveri, emblema di misericordia

cena di misericordia
Foto: ufficio stampa messaggero Sant'Antonio
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Arte, bellezza, una buona cena e un clima fraterno di grande condivisione. Tutto ciò è stato riservato ai poveri, così come avrebbe voluto sant’Antonio.

E’ la cena della misericordia che si è svolta nel Chiostro del Noviziato della basilica del Santo di Padova. Non una cena di gala, ma una “Cena di Misericordia”. Un momento di condivisione fraterna con quanti si trovano nel bisogno.

Sono stati i frati francescani a servire ai tavoli imbanditi i commensali, invitati attraverso una rete di associazioni che offrono supporto alle persone in difficoltà: Comunità di S. Egidio, Pane dei poveri e le varie comunità dei Frati Minori Conventuali che hanno scelto di accogliere alcuni profughi. Erano circa cento persone.

Prima della cena, gli invitati hanno potuto “gustare” una visita al santuario antoniano, accolti dal saluto del rettore, padre Enzo Poiana, e guidati da padre Giuliano Abram, che attraverso le opere d’arte della basilica, in particolare degli altorilievi della Cappella dell’Arca, ha narrato i miracoli del Santo e la sua attenzione verso i poveri e quanti vivono situazioni di disagio.

Era la prima volta che veniva organizzata una cena nel chiostro, normalmente non accessibile al pubblico. Tra una portata e l’altra (il servizio è stato assicurato da una trentina di frati e chierici) un bel clima di dialogo fraterno tra gli invitati, le suore e i volontari che li hanno accompagnati e i frati che hanno aperto loro le porte.

“Seduti a tavola tutto diventa più semplice e ogni barriera viene abbattuta per lasciare spazio ai racconti, alla conoscenza reciproca, all’umanità – ha commentato padre Poiana che ha, anche lui, aiutato ai tavoli - È stato un segno concreto di una misericordia che diventa fraternità e condivisione verso gli ultimi, di una chiesa davvero a servizio delle periferie. Attraverso il messaggio di Antonio è stata attualizzata quell’attenzione ai poveri, ai bisognosi, a quanti oggi si trovano in difficoltà per diversi motivi, sia economici che umanitari, sollecitando la città a prendersi cura di questi fratelli e sorelle nel nome di un Dio padre”.

Ti potrebbe interessare