Gli Araldi del Vangelo raccontano e festeggiano Santa Rita

Locandina festività Santa Rita a Trastevere
Foto: Araldi del Vangelo
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Il prossimo 22 maggio la Chiesa festeggia Santa Rita da Cascia, la santa dei miracoli impossibili. Anche nella piccola chiesetta a Trastevere, San Benedetto in Piscinula, gli Araldi del Vangelo rendono omaggio ad una delle Sante più amate in Italia. ACI Stampa ne ha parlato con Padre Carlos Werner, Presidente della sezione italiana degli Araldi del Vangelo.

Come festeggia la Chiesa di San Benedetto in Piscinula Santa Rita?

La Chiesa di San Benedetto in Piscinula festeggia con grande animazione e intensità la festa di Santa Rita, ormai diventata popolarissima nel quartiere di Trastevere. Gli Araldi del Vangelo hanno ereditato questa tradizionale solennità e cercano con zelo di incrementarla, promuovendo la devozione dei fedeli, la dignità nobile, festosa e sobria dei riti liturgici e accogliendo tutti con la stessa carità vissuta da Santa Rita.

E perché esiste questo legame tra la Chiesetta di Trastevere e Santa Rita?

Alcuni anni prima della Seconda Guerra Mondiale, una signora di Trastevere, Elvira Iacomini-Ranaldi, si considerò miracolata da Santa Rita. Accadde che, mentre si trovava in uno stato di comprensibile apprensione per l’imminenza di un quinto intervento chirurgico al quale doveva sottoporsi dopo 16 anni di malattia, tanti ricoveri in ospedale e altri quattro precedenti interventi, il 21 maggio 1938, in un negozio di vini ed oli in via San Cosimato, sentì un profumo di rose assolutamente insolito in quel genere di attività commerciale. La stessa notte ebbe un sogno: una suora sconosciuta, in abiti neri, la rassicurò dicendole di affrontare l’intervento senza inquietudine. Si sottopose all’operazione e le trovarono nel corpo soltanto un rocchetto di filo lasciato durante il precedente intervento. Elvira ebbe la convinzione del miracolo: la malattia, infatti, era ormai assente. La guarigione portò la signora a ritenere che quanto accaduto fosse stato compiuto da Santa Rita, la santa degli impossibili, che l’aveva guarita perché desiderava che la aiutasse a incrementare la sua devozione a Trastevere. Appena si fu rimessa, cercò i responsabili della chiesa di San Benedetto per riaprirla e farne un centro di devozione. Le chiavi erano custodite da un frate trinitario della vicina parrocchia di San Crisogono, ma l’autorizzazione doveva venire dal Vicariato di Roma. Ottenuto il permesso, acquistò una statua di Santa Rita ed essa fu la prima cosa che entrò nel luogo sacro, aperto nuovamente al culto il 21 marzo 1939. Il 22 maggio fu celebrata, per la prima volta, la festa della Santa degli impossibili.

Durante l'anno dedicate altri eventi o altre celebrazioni a Santa Rita?

Ogni 22 del mese, se il calendario liturgico lo permette, viene celebrata la Messa votiva a Santa Rita, al termine della quale ci si approssima all’altare dedicato alla santa per elevare preghiere e canti. Quotidianamente poi, tante persone entrano in Chiesa per adorare il Signore e lasciare le loro suppliche alla santa degli impossibili.

Padre Carlos, qual è il messaggio di Santa Rita oggi?

Anzitutto è una santa che manifesta nella sua vita, in modo eloquente, il primato del soprannaturale. Negli impegni familiari, nell'adempiere i doveri di sposa e madre, ha conservato sempre la volontà di avere la parte migliore, ossia, la contemplazione e la pace nella vicinanza al Signore. Pertanto era un'anima contemplativa in mezzo alla vita attiva. Così è riuscita a trasformare la vita del focolare, con un marito violento e dei figli vendicativi, in una vera missione spirituale, spendendosi per la loro salvezza con preghiere, lacrime e pazienza. Santa Rita ha adempiuto i doveri familiari con tenerezza e tenacia ammirabili, coronando tutte le sue virtù con il perdono dei nemici. Nei giorni attuali tanti vanno in cerca del soprannaturale per rimediare ai loro bisogni materiali, per assicurarsi lavoro, soldi e piaceri. Santa Rita, invece, è un'appassionata della Croce, martire della carità familiare, luce della vita religiosa e segno di speranza per tutti. Lei ascolta le preghiere della gente con enorme carità ma invita i suoi devoti ad una vita retta in questa terra al fine di raggiungere il Paradiso per tutta l'eternità. Dunque, è una santa da pregare senz'altro ma soprattutto un modello da imitare.  

 

 

 

 

 

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