Gli oggetti dei Pontefici, la penna della resa di Roma e la tabacchiera di Leone XIII

Gli oggetti di San Pio X
Foto: Museo dei Papi- Ivan Marsura
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Una foto, una lettera, un fazzoletto. Anche attraverso questi oggetti semplici si può raccontare la storia dei Papi e della Chiesa come avviene vistando la Mostra Pontifex alla Galleria Arte Poli a Borgo Vittorio a Roma. Proseguiamo la visita accompagnati dal curatore Ivan Marsura.

Arriviamo a Pio IX, il pontificato più lungo della storia dopo San Pietro...

Abbiamo da poco acquisito una foto sul letto di morte. Una in bianco e nero e una acquarellata. Sono albumine del 1878. E abbiamo anche il calco della maschera mortuaria di Pio IX, all’epoca era una consuetudine.

Qui alla mostra c’è una pantofola e lo zucchetto che indossava la momento della morte autenticato dal medico personale del Papa con una frase.

Abbiamo alcuni autografi, un cameo e soprattutto per i ricercatori del periodo rinascimentale c’è un cimelio molto ambito che viene esposto per la prima volta: la penna con cui il generale Hermann Kanzler ha firmato la resa di Roma il 20 settembre 1870. E lui stesso la certifica scrivendo: “ Di questa penna di cui mi sono servito per firmare la capitolazione di Roma feci dono al mio bravo ufficiale di ordinanza Gaetano Conte di Thiene, Roma 21 settembre 1870 HK”. La fine dello Stato Pontificio.

Che opinione ti sei fatto di Pio IX, un beato, uno statista, un Papa complesso in un periodo complesso?

L’ultimo Papa re, con un grande carisma e la capacità di superare ostilità importanti. Abbiamo trovato una cosa significativa datata 13 maggio 1842, una lettera con cui il cardinale Mastai ringrazia per gli auguri di compleanno per i 50 anni. E nella lettera scrive che bisogna pensare alle cose di Dio. il 13 maggio. Una data che ricorre spesso nelle vite dei Pontefici. Nel 1792 nasce Pio IX. E sempre un 13 maggio Giovanni Maria Mastai- Ferretti incontra Pio VII. Poi il 13 maggio del 1917 nell’ora dell’apparizione della Madonna a Fatima Pacelli veniva consacrato vescovo. Poi ovviamente l’attentato a Giovanni Paolo II, e anche Jorge Bergoglio viene a sapere della sua nomina a vescovo un 13 maggio.

E che altro c’è di Pio IX in mostra?

Delle lettere che lui scrive alla sorella, usando regolarmente il “voi” con una carta in cui in filigrana c’è l’Immacolata e il Papa stesso inginocchiato davanti alla Madonna.

Anche quello di Leone XIII è stato un pontificato molto lungo ....il Papa che fiutava tabacco...

Non era il solo Papa a fiutare tabacco! Abbiamo la sua tabacchiera con il tabacco all’interno. Poi una preziosa cartellina porta documenti, un dono dei francesi, e delle pantofole fatte sempre a Parigi. E abbiamo una lettera inedita molto particolare. Pecci amava il gioco del biliardo. Scrive al fratello lamentandosi che gli aveva mandato le palle sbagliate e lui invece voleva quelle da biliardo. Un Papa che ha scritto 86 encicliche! E di lui poi ci sono i primi filmati, era il 1896. 

E ancora un veneto e un santo: Pio X...

...e amante del tabacco. Infatti abbiamo il suo fazzoletto, che è rosso. Tutti si chiedono perché. Il motivo è semplice, il Papa tabaccava e quindi il rosso nascondeva le macchie. E di Pio X esiste anche l’ultimo sigaro fumato appena eletto Papa. Poi ha smesso. Un elemento che ha portato difficoltà anche nella causa di beatificazione.

Poi abbiamo uno zucchetto certificato dal cardinale Nicola Canali e donato nel ’35 al Segretario di Stato Pacelli che aveva una grande venerazione. Una particolarità della mostra è che Pontefici più recenti abbiamo oggetti che manifestano il legame dell’uno con l’altro. Un legame che spesso è sorprendente.

Di Pio X abbiamo una pianeta, e una reliquia ex corpore e alcuni autografi anche dell’epoca del Patriarcato di Venezia.

Alla vigilia della I Guerra Mondiale diventa Papa Giacomo della Chiesa, Benedetto XV...

Di lui abbiamo molti scritti, circa 50 lettere e libri con lo stemma, e dei bigliettini e una lettera del 1912 in cui racconta la sua prima celebrazione nella Basilica di Sant’ Antonio a Padova da arcivescovo di Bologna. Sua sorella viveva nel Trevigiano e così andava spesso a Padova.

Poi abbiamo una foto dall’archivio di famiglia con il fratello in sedia a rotelle nei Giardini Vaticani.

Ci sono foto più antiche dei Pontefici?

Ne esiste una di Gregorio XVI fatta da un sacerdote ma ho perso le tracce...

 

 

 

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