Haiti, l'impegno di Caritas Italiana a dieci anni dal terremoto

Sono ancora molte le persone che vivono nelle bararacche

Una immagine di dieci anni fa, il terremoto ad Haiti
Foto: pd
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Il 12 gennaio 2010 un devastante terremoto ha segnato per l’isola di Haiti una data spartiacque, a partire dalla quale molte cose sono cambiate. La maggioranza dell’opinione pubblica ha scoperto quel giorno che nel cuore dell’America c’è un angolo caratterizzato da mancato sviluppo, povertà, instabilità politica e gravi disuguaglianze sociali.

In questo difficile quadro, Caritas Italiana – grazie alla colletta straordinaria promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana il 24 gennaio 2010 - ha assicurato sin dall’inizio una presenza stabile e attenta, con 221 progetti di solidarietà, per un importo di oltre 24 milioni di euro. I principali ambiti: assistenza sfollati, formazione e inclusione sociale, sanitario, socio-economico. Nella capitale Port-au-Prince si sono alternati operatori di Caritas Italiana, con il compito di accompagnare la Caritas nazionale di Haiti nella gestione degli interventi e sviluppare capacità di lavoro autonomo.

La maggior parte dei progetti è stata realizzata nelle zone più colpite dal sisma, cioè nei Dipartimenti Ovest e Sud-est. La forte presenza di progetti nella diocesi di Port-au-Prince è riconducibile ad attività della Caritas nazionale a favore dei più poveri.

L’oggetto di approfondimento del Dossier non riguarda tuttavia la sola dimensione della catastrofe e dell’aiuto umanitario. Il focus principale si concentra sulla partecipazione politica: anche all’interno di un contesto segnato da grandi difficoltà sociali ed economiche sono presenti esperienze incoraggianti, segnali di vitalità del tessuto umano e associativo. Il sostegno di tali esperienze è necessario per il futuro di Haiti: non ci può essere sviluppo senza vera democrazia e partecipazione.

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