I Cavalieri di Colombo al servizio del Papa per sostenere immigrati e nativi americani

Dopo il rapporto annuale e la Convention parte il piano operativo per il 2010-2020

Carl Anderson e Papa Francesco
Foto: Vatican Media
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Nuova iniziativa dei Cavalieri di Colombo a favore degli immigrati e dei nativi americani.

Un progetto che prevede l’investimento di 250 mila dollari per aiutare la soluzione dei problemi degli immigrati più recenti. L'organizzazione lavorerà con i suoi membri in Texas, e in collaborazione con  le diocesi di Laredo ed El Paso per provvedere alle necessità primarie a partire dal cibo, concentrandosi soprattutto sui bisogni di madri e bambini.

Le recenti ondate migratorie hanno messo in crisi le risorse di molte istituzioni si pubbliche che private.

All'inizio di questo mese, il Cavaliere Supremo Carl Anderson ha delineato come primo obiettivo quello di assistere gli immigrati in occasione della Convention annuale dei Cavalieri

che quest'anno si è tenuta a Minneapolis, in Minnesota. L'organizzazione si è mossa rapidamente per rendere questa una priorità, trovare partner e impegnare i fondi entro tre settimane.

Soddisfare le esigenze umanitarie degli immigrati recenti è stato uno dei tanti importanti progetti messi in evidenza alla Convention dei cavalieri a Minneapolis

Tra i progetti anche un programma di sensibilizzazione verso i nativi Americani e un ulteriore supporto per i cristiani perseguitati nel Medio Oriente (in particolare Iraq e Siria).

Il progetto per i nativi americani include il supporto per un santuario dedicato a St. Kateri Tekakwitha in costruzione nel New Mexico e altri progetti di beneficenza sulle riserve indiane, che sono spesso molto svantaggiate economicamente. Supportare i nativi americani sarà una grande iniziativa dei Cavalieri per il prossimo anno. 

Inoltre, l'organizzazione sta continuando a lavorare per conto dei cristiani in Medio Oriente molti dei quali hanno perso tutto per colpa dell’ISIS.

Oltre al sostegno a progetti umanitari in Iraq e in Siria, i Cavalieri aiuteranno a ricostruire la cattedrale siro-cattolica di Qaraqosh, in Iraq, e sosterranno anche il lavoro della comunità cattolico siriaca a supporto dei  suoi membri nella diaspora, in particolare quelli che sono fuggiti negli Stati Uniti. Dal 2014 ad oggi i Cavalieri hanno impegnato  25 milioni di dollari per questa causa.

Il cardinale Parolin ha inviato un messaggio alla Convention a nome di Papa Francesco e  ha ringraziato l'organizzazione per il suo servizio ai cristiani del Medio Oriente, osservando: “Ogni giorno il Santo Padre ricorda nelle sue preghiere i cristiani in Medio Oriente e in ogni parte del mondo che incontrano ostilità e persecuzione per la loro fedeltà al Vangelo. Il suo cuore è pieno di gratitudine per la generosità con cui i Cavalieri di Colombo hanno risposto ai suoi ripetuti appelli per preghiere e beneficenza e assistenza a questi nostri fratelli e sorelle nella fede “.

Inoltre il Papa ringrazia i Cavalieri che “si sono distinti nel servizio delle famiglie, preoccupati per i poveri e svantaggiati e negli sforzi per contribuire alla costruzione di una società giusta e virtuosa e giusto e per la diffusione del Regno di Cristo e della salvezza delle anime. "

L'anno scorso, i Cavalieri hanno donato più di 185 milioni do dollari e più di 76 milioni di ore in beneficenza.

Carl Anderson concludendo la Convention ha definito le parole del Papa “straordinarie”. Ed ha aggiunto: ”in un mondo devastato dalla violenza, dall'ingiustizia e dalla crescente polarizzazione, questa testimonianza di unità al servizio del Vangelo dei Cavalieri di Colombo è diventata tanto più urgente.” Un chiarimento, ha detto, “per noi dal nostro Papa”.

Con quasi 2 milioni di membri in tutto il mondo, l'opera benefica dei Cavalieri è diventata ben nota nel Nord e nel Centro America, Caraibi, Asia, Europa e Medio Oriente.

I Cavalieri di Colombo hanno lavorato a stretto contatto con la Santa Sede a Roma dal 1920, con diversi progetti di assistenza e sviluppo. I Cavalieri hanno contribuito a sponsorizzare diverse importanti conferenze insieme al Vaticano durante il Pontificato di Papa Francesco, e hanno anche sostenuto numerosi progetti di restauro in Vaticano dal 2013.

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