I due volti della Grazia, la diocesi di Como racconta il martiro di suor Laura Mainetti

Il titolo dell'editoriale del direttore don Agostino Clerici

Una pagina delle edizioni del Settimanale
Foto: Diocesi di Como
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Veniva uccisa nella notte tra il 6 e il 7 giugno di venti anni fa sr. Maria Laura Mainetti a Chiavenna, in provincia di Sondrio e diocesi di Como. Ad ucciderla, con diciannove coltellate,  tre adolescenti tra i 16 e i 17 anni che l’avevano attirata con un inganno.

Una notizia, quella dell’uccisione della religiosa  delle Figlie della Croce, per giorni sui giornali italiani e non solo.

A vent’anni da quel brutale assassinio la notizia: la religiosa diventerà beata come abbiamo scritto nelle settimane scorse.

“Il Settimanale” della diocesi di Como, una settimana dopo l’uccisione della suora pubblicava un inserto dedicato alla religiosa  e in prima pagina una foto dei funerali. Significativa l’iniziativa del giornale che accostava la celebrazione dei funerali, nella collegiata di San Lorenzo di Chiavenna con l’ordinazione, il giorno successivo, nella Cattedrale di Como di sei nuovi sacerdoti. Fra questi don Luigi Pedroni che ha celebrato la sua prima Messa proprio nella Collegiata di San Lorenzo.

“I due volti della grazia” il titolo dell’editoriale a firma dell’allora direttore don Agostino Clerici: “quel barbaro assassinio” è “sicuramente uno di quei fatti che possono far tornare le  squame sui nostri occhi” ha scritto ricordando il momento della conversione di san Paolo sulla via di Damasco quando “gli caddero dagli occhi come delle squame e ricuperò la vista”. “Osa” una lettura diversa, “coraggiosamente cristiana” il giornale. Nelle pagine interne “abbiamo voluto tentarla – scrive don Clerici - con taglio sicuramente giornalistico ma guidata e sorretta da una certezza teologica”.

Perché “affiancare la cronaca di un funerale, con le parole piene di fede e di lacrime di un vescovo ferito, e la cronaca di una prima Messa, con cui un giovane inizia gioiosamente il suo ministero sacerdotale?”, è la domanda. “Entrambi gli avvenimenti – scrive il direttore del settimanale diocesano - pur così diversi, contengono la stessa cifra della Grazia e si specchiano a vicenda in una sublime rifrazione dell'unico Vangelo. Don Luigi - e con lui ogni prete, ogni consacrato e consacrata e ogni cristiano - vede che cosa significa essere la vittima del sacrificio che è chiamato a celebrare quotidianamente. Suor Maria Laura gode dalla sponda del Cielo lo spettacolo ancora tutto umano di una terra che sa germogliare anche dal sangue”.

Il giornale riporta anche, insieme ad alcune testimonianze, l’omelia  integrale del vescovo Maggiolini che ha parlato di “Sgomento. Ribellione. Voglia di urlare o di tacere. Orrore di fronte all’enigma della morte. Tutto passato. Un fatto increscioso da consegnare alla cronaca o alla storia. Non rimarrebbe più che un ricordo. E invece. Suor Maria Laura, tu ci consoli come una carezza e ci assicuri che vivi presso il Tuo e nostro Signore”.

“Vogliamo giustizia, quale giustizia? Sarebbe forse legittimo  - ha detto - invocare maggiore protezione per chi cammina inerme nelle nostre strade e non ha che l’innocenza da far valere come difesa. Senz’altro è giusto e sacrosanto ribellarci alla cultura del vuoto di convinzioni trascendenti e di valori morali, dove la vita non conta più nulla e la cattiveria e la violenza sembrano prevalere sulla Bontà e sulla Verità”. Il vescovo ha sottolineato l’attenzione verso i poveri di sr. Maria Laura, una attenzione  ai poveri “non è un mestiere, ma un’affezione. Non ci sarà legge, né contratto, né stipendio, né mansionario che obbligheranno a un appuntamento nella notte dove si pensa ci sia bisogno di una persona che vuol bene. Chiediamo la giustizia che ci permetta di guardare negli occhi chi ti ha massacrata, per poter, magari a fatica, usare misericordia come volevi tu”.

Nel giornale, poi, una cronistoria dettagliata del “giorno più lungo”…. “minuto per minuto”.

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