I martiri del Vietnam furono canonizzati 30 anni fa. Ecco come sono celebrati oggi

I martiri vietnamiti rappresentati in un affresco
Foto: FranciscanMedia
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Tre Sante Messe, in tre differenti e significativi santuari, saranno officiate il prossimo 19 giugno in Vietnam, al culmine del Giubileo della Chiesa locale. Perché fu il 19 giugno di 30 anni fa che 117 martiri del Vietnam furono canonizzati e proclamati patroni del Vietnam da Giovanni Paolo II.

Ospiterà una delle tre Messe del Giubileo la Basilica della Immacolata Concezione di Maria, nella provincia di Ha Nam. La Basilica ha 135 anni, ed ha ospitato due martiri, Padre Peter Truong Van Thi e Fra’ Peter Truong Van Dong. Lì sono chiamati a partecipare alla messa i fedeli dell’arcidiocesi di Hanoi e nove diocesi del Nord.

Il secondo luogo sarà il santuario nazionale di Nostra Signora di La Vang nella provincia di Quang Ti. Il santuario ha 220 anni, ed è un centro di devozione di straordinaria importanza per i vietnamiti, tanto che una statu della Madonna di La Vang è stata inclusa nella cappella dove riposano le spoglie del Cardinale Van Thuan a Santa Maria della Scala a Roma. A La Vang andrà l’arcidiocesi di Hue insieme ad altre cinque diocesi del centro del Vietnam.

Il terzo luogo sarà il Centro Pellegrinaggi Be Giong, nella provincia di Tien Giang, dove migliaia di cattolici sono stati uccisi tra il 18esimo e il 19esimo secolo. La Messa lì sarà celebrata per l’arcidiocesi di Ho Chi Minh e per nove diocesi del Sud.

L’obiettivo del Giubileo – ha detto l’arcivescovo Joseph Nguyen Chi Linh, presidente della Conferenza Episcopale del Vietnam – è quello di vivere lo spirito del martirio, e da lì di portare testimonianza di Dio E della Buona Novella, anche con azioni pratiche come visitare malati, disabili, prigionieri e anziani senza parenti.

Per un periodo, la canonizzazione di 117 martiri rappresentò un record, perché la più grande della storia della Chiesa. Quando questa avvenne, il 19 giugno 1988, sorpassò la celebrazione di San Giovanni Paolo II in Corea del Sud, dove il Papa aveva canonizzato 103 martiri coreani. Ma il primato non durò a lungo; nel 2000, San Giovanni Paolo II proclamò martiri 120 cinesi in una sola celebrazione, che è da allora la più grande canonizzazione di Massa di tutti i tempi.

I martiri vietnamiti furono uccisi tra il 18esimo e il 19esimo secolo, quando le autorità vietnamite massacrarono Cattolici e missionari occidentali, spesso accusandoli di collaborazionismo con i francesi che cercavano di esercitare la loro influenza nella regione.

Prima di quella persecuzione, va notato che ci furono periodi di persecuzione anche appena dopo l’introduzione del cristianesimo nel 16esimo secolo, ma solo nel 1798 che la repressione divenne selvaggia, a partire dal momento in cui la dinastia Nguyen bandì il cattolicesimo. Prima della conquista francese del 1886, più di 130 mila Cattolici vietnamiti morirono a causa delle persecuzioni.

I martiri vietnamiti furono uccisi tra Tonchino, Cocincina e Annam tra il 1745 e il 1862: otto erano vescovi, 50 preti e 59 laici; i vietnamiti erano 96, la stragrande maggioranza, ma il gruppo comprendeva 11 domenicani spagnoli e 11 francesi della società delle Missioni Estere di Parigi.

In 75 furono decapitati, mentre gli altri furono strangolati, arsi vivi, squartati o morirono in prigionia dopo varie torture.

La beatificazione dei martiri avvenne in quattro diversi riti: 64 furono beatificati da Leone XIII il 27 maggio 1900, 8 da Papa Pio X il 20 maggio 1906, altri venti da Pio X il 2 maggio 1909 e gli ultimi 25 da Pio XII il 29 aprile 1959.

Il capofila del gruppo è ritenuto il sacerdote vietnamita Andrea Dũng Lạc, decapitato il 21 dicembre 1839; gli altri nomi evidenziati dalla formula di canonizzazione sono stati quelli del seminarista Tommaso Trần Văn Thiện, di Emmanuel Lê Văn Phụng, catechista e padre di famiglia, del vescovo domenicano spagnolo Jerónimo Hermosilla e del presbitero francese Jean-Théophane Vénard. I martiri vietnamiti sono ricordati dalla Chiesa il 24 novembre.

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