I minori non accompagnati scrivono al Papa i loro timori e speranze per il futuro

Papa Francesco con i minori rifugiati a Lesbo, 16 aprile 2016
Foto: L'Osservatore Romano / ACI Group
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“Abbiamo la speranza che le cose possono ancora cambiare”. Con queste parole si chiude la lettera indirizzata a Papa Francesco in occasione della 103° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si è celebrata domenica, da alcuni minori stranieri non accompagnati tra quelli che si trovano presso strutture di prima accoglienza a Lampedusa e a Siracusa, o frequentano i Centri diurni CivicoZero di Save the Children a Roma, Milano e Torino. #Nonfarlo sparire è l’hashtag lanciato da Save The Children.

I messaggi di questi ragazzi sono pieni di timore, ma anche di speranza per il futuro. Cercano integrazione e pace. Sono ragazzi che provengono da paesi diversi, con storie differenti, ma che dopo aver conosciuto, nei giorni scorsi, le parole che il Papa ha rivolto loro nel suo messaggio per la Giornata, hanno voluto fargli arrivare la loro voce attraverso gli operatori di Save the Children.

Il Papa, nel suo messaggio, li ha definiti “tre volte indifesi”, perché minori, perché stranieri e perché inermi, quando forzati a vivere lontani dalla loro terra di origine e separati dagli affetti familiari. Solo nel 2016 più di 25.800 ragazzi e ragazze, anche giovanissimi con meno di 10 anni, sono arrivati da soli via mare in Italia, più del doppio rispetto al 2015, quando erano 12.360, e tantissimi hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nelle mani dei trafficanti per cercare la felicità e l’unico futuro possibile in Europa.

Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e promuovere i loro diritti, è impegnata in prima linea al loro fianco e per questo ha voluto far giungere al Papa questo messaggio, più che mai urgente, affinché le voci di questi ragazzi vengano ascoltate e trovino risposta piena in Italia e in Europa.

L’iniziativa del Pontefice di dedicare ai minori stranieri soli la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato è un gesto di ulteriore attenzione e di fondamentale importanza per sottolineare il dovere di tutelare questi ragazzi e dare loro un’accoglienza che sia prima di tutto dignitosa.

Ma non tutti i minori stranieri che arrivano in Italia vedono nel nostro Paese la loro destinazione finale. Tra tutti quelli che sono sbarcati sulle nostre coste nel 2016, infatti, più di 6.000 di loro provengono da Eritrea (3.832, il gruppo più numeroso in assoluto tra tutti i paesi di origine), Somalia (1.584), Etiopia (401), Siria (220) e Palestina (110): salvo pochissime eccezioni questi ragazzi sono fortemente determinati a raggiungere il più in fretta possibile altri paesi europei dove si sono già integrati familiari o amici. Per farlo si rimettono nelle mani dei trafficanti per attraversare le frontiere, correndo gravi rischi di violenza e sfruttamento. In particolare, gli oltre 4.000 ragazzi e ragazze provenienti da Eritrea e Siria, avrebbero potuto e potrebbero raggiungere legalmente altri Paesi europei attraverso la misura del ricollocamento, che oggi non viene loro garantita. E’ invece indispensabile assicurare loro una strada legale e protetta per il trasferimento verso altri paesi dell’Unione Europea.

Oggi Save the Children lancia #NonFarloSparire, una forte campagna di comunicazione social dedicata ai minori stranieri non accompagnati che, in assenza di alternative, si rendono “invisibili” per continuare il loro viaggio verso altri paesi europei o spariscono nel nulla, esposti al rischio di cadere nelle reti di trafficanti o sfruttatori senza scrupoli.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare e coinvolgere il più ampio numero di persone possibile. Stimolare accoglienza, calore, amore.

 

 

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