I primi cento anni della statua della Madonna di Loreto

Dopo l'incendio del 1921 la nuova iconostasi e la statua fatta con il legno di cedro dei Gardini Vaticani

La cappella della Santa Casa
Foto: Santuario di Loreto
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Un incendio aveva distrutto tutto: la statua, le immagini, l'altare. La casa di Maria trasportata dagli Angeli a Loreto era rimasta spoglia e annerita. Era il 22 febbraio del 1921 e perfino il Papa, Benedetto XV decise di inviare una cospicua somma per il restauro. Come ricorda fra Giuseppe Santarelli su " Il Messaggio della Santa Casa di Loreto" il danno più grave fu la perdita della statua trecentesca di Maria.

L'idea di una iconostasi del tutto nuova fu di Guido Cirilli, architetto del Santuario, che fece iniziare i lavori a giugno del '22. I soldi arrivarono dalle offerte del Papa e anche da alcune banche delle Marche e i lavori delle varie parti furono svolti da artigiani di tutta Italia da Roma dove vennero lavorati i marmi ai bronzi fusi a Milano e ai ferri battuti creati ad Udine. 

Le statue di Sant' Anna e San Giuseppe, scolpite ad Ancona, furono finanziate dal conte Canale, Guardia nobile pontificia. 

Lo stile scelto da Cirilli segue lo stile "umbertino" dell'epoca. Colonne di marmo, porticine di ferro e tanti marmi dono di Pio XI. Le inferriate proteggono la parte posteriore dell'altare, che rimase al suo posto mentre il Paliotto dono di Cosimo de' Medici fu spostato nel Tesoro.

Nuove iscrizioni come quella simbolica del luogo: Hic Verbum caro factum est, e " E novo simulacro tuo Virgo orbi pacis iris refulge" e ancora "Heic ad Angelo salutata" sono preghiera e catechesi. 

Il "Nuovo simulacro" la nuova statua arrivò a Loreto e l'8 ottobre del 1922 venne collocata sull'altare. 

La sua è una storia speciale. Voleva essere un dono di Benedetto XV che però morì prima di poterlo fare. Fu il successore Pio XI a scegliere il legno di cedro del Libano perla nuova statua. Non era però facile farlo arrivare dal paese mediorentale. Allora il Papa decise di usare il legno di un vecchio cedro del Libano che si trovava nei Giardino Vaticani. 

Enrico Quattrini fece un modello seguendo l'immagine della statua distrutta, Caroselli la intagliò e Celani la dipinse tingendola di nero. Poi la corona e ancora brillanti e rubini donati dal Papa ornarono la statua e il globo che tiene il Bambino Gesù.

Fu il cardinale Gasparri a nome del Papa ad incoronare la nuova statua con un viaggio che iniziò il 5 settembre da Roma. Un vero pellegrinaggio che terminò il giorno della feste della Natività di Maria. Fu collocata in sito un mese dopo accompagnata da moltissimi fedeli.

Ancora un Papa, Giovanni XXIII incoronò la statua con due corone incastonate di pietre preziose.

Venne poi ricoperta della preziosa "dalmatica" un manto che ricorda nel nome l'arrivo della Casa dalla Dalmazia. Pietre preziose e simboli. 

La statua originale fu portata Roma nel 2001 per i venti anni della Familiaris Consortio e in occasione della beatificazione dei coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. 

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