Il Cammino di Dante, una guida per ritrovare le radici spirituali del poeta

Dalla chiesa dove ha incontrato Beatrice all' Eremo di Camaldoli

La copertina del libro
Foto: Terre di Mezzo
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20 tappe e 380 chilometri da Ravenna a Firenze (con ritorno) per camminare sui luoghi di Dante nel settimo centenario della sua morte con l’aiuto della guida ‘Il cammino di Dante’, scritto da Marcello Bezzi, Silvia Rossetti e Massimiliano Venturelli, pubblicato dalla casa editrice ‘Terre di mezzo’,  proponendo un itinerario lungo gli antichi basolati e i sentieri in cresta tra Mugello e Casentino, fino alla Romagna, proprio nei luoghi in cui ha preso forma la Divina Commedia. 

Il percorso è ideato dall’associazione ‘Il Cammino di Dante’, di cui fanno parte gli autori, e promosso dalle agenzie turistiche di Toscana ed Emilia-Romagna insieme ai comuni attraversati.

Si parte dalla tomba a Ravenna, nella Basilica di San Francesco, si attraversa la via Emilia attraversando il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola e, superato il confine con la Toscana, si fa tappa a Marradi, che fu possedimento dei Conti Guidi negli anni in cui Dante passò per queste terre. Arrivati a Firenze si visita il museo della Casa di Dante, a pochi passi da Santa Maria de’ Cerchi, luogo del primo incontro tra il Poeta e Beatrice, e si comincia la seconda parte del cammino verso Ravenna: un viaggio nella natura e nella storia più nobile dell’Italia.

Tra le bellezze che si scoprono anche chiese come a Pontassieve, nei pressi di Firenze come spiega Massimiliano Venturelli, dove sorge la chiesa di San Miniato a Pagnolle: “si tratta di un piccolo complesso risalente al XII secolo. Ebbene, quando Dante era ancora a Firenze, essa si trovava a circa trecento metri da una villa di campagna di proprietà della famiglia Portinari, e a circa mezzo chilometro dalla tenuta della famiglia Alighieri. E’ possibile che le due famiglie siano entrate in qualche modo in contatto proprio qui, durante qualche funzione religiosa: sappiamo, stando a quanto scrive Dante stesso nella Vita Nova, che vide per la prima volta Beatrice all’età di 9 anni”.

Quali sono le particolarità del Cammino di Dante? 

Una delle specificità di questa guida è il fatto di includere anche due percorsi cittadini, uno a Ravenna e uno a Firenze. Ravenna e Firenze sono infatti le due città-simbolo di Dante, della sua giovinezza, della sua formazione, della sua vita politica e della sua morte. E’ proprio in queste due città che è racchiusa l’anima profonda del Poeta, la possiamo respirare ancora in alcuni vicoli e nei luoghi che sono rimasti intatti nei secoli. Ed è proprio in queste due città che abbiamo voluto costruire due percorsi cittadini, grazie ai quali è possibile visitare e ammirare i posti che hanno caratterizzato la vita e la formazione di Dante Alighieri. Questi luoghi e le opere citate sono un patrimonio da tutelare e valorizzare per le generazioni future.

Quali luoghi sono da non perdere nel Cammino?

“Certamente da non perdere sono le tappe passanti nel Casentino e mi riferisco a Campaldino, Poppi, Porciano, Romena e l’Eremo di Camaldoli, legate indissolubilmente alla vita di Dante dal 1289 in poi”.

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